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Le associazioni agricole promuovono la nuova legge regionale sull’agricoltura e sulle api

La commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla ha ascoltato il parere delle parti sociali sul progetto di legge proposto dalla giunta: è un provvedimento che vale 12 milioni di euro, di cui 5,7 milioni già nel corso del 2026

Le associazioni agricole promuovono la nuova legge regionale sull’agricoltura proposta dalla giunta e ora all’esame dell’Assemblea legislativa.

È quanto è emerso nel corso della commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla che ha ascoltato i rappresentanti del mondo agricolo in merito al progetto di legge da oltre 12 milioni di euro che prevede interventi per sostenere imprese agricole, zootecniche e ittiche e l’aggiornamento delle norme sull’apicoltura per tutelare l’ape italiana e l’intero settore.

A presentare il progetto di legge sono stati i due relatori: Niccolò Bosi (Pd) per la maggioranza e Fausto Gianella (FdI) per la minoranza. Per Bosi “il progetto di legge è un forte investimento su un settore come quello agricolo che ha un grande valore per la nostra regione: da un lato rende strutturale tutta una serie di aiuti per filiere agricole, come la barbabietola, che sono difficoltà, dall’altro interviene a tutela della zootecnica, dell’acquacoltura come il contrasto al granchio blu. Rendiamo strutturali gli interventi per dare certezze agli operatori del settore. Poi, ci sono le norme a tutela delle api e a sostegno dell’apicoltura: sono un doppio investimento perché non solo sostengono l’aspetto economico del comparto, ma sappiamo tutti che le api hanno un grande valore per il mantenimento e lo sviluppo della biodiversità del nostro territorio”. Concorda sull’importanza della tutela delle api anche Gianella che ricorda: “C’è una famosa frase che dice che quando non ci saranno più le api non ci sarà più vita sulla terra. Dobbiamo tutelare i cittadini dall’arrivo di miele dall’estero di dubbia produzione che forse non è nemmeno miele, ma prodotto in modo sintetico. Rischia di colpire il nostro mercato e danneggiare i cittadini. Nel complesso della legge concordo sulla necessità di strutturare gli interventi a sostegno del settore, ma proprio per questo ci dobbiamo interrogare sul perché abbiamo dovuto fare una legge così, sul perché agricoltori e acquacoltori hanno bisogno di aiuti e leggi a sostegno: ci sono intere colture, come il riso, o vicende come quelle del granchio blu, a rischio per via dell’invasione di specie non autoctone. Bene gli aiuti economici, ma servono soluzioni per risolvere i problemi alla base”.

La posizione delle associazioni agricole

“Aspettavamo da tempo questa legge che mette ordine nella legislazione agricola: viviamo un momento difficile per via dei cambiamenti ambientali e per gli effetti delle guerre nel mondo, per questo il mondo agricolo deve essere messo nella condizione di difendersi”, spiega Eugenia Fazio (Coldiretti). Via libera alla proposta di legge anche da Arianna Silvestri (Legacoop Estense), che annuncia la presentazione di alcune richieste di miglioramento del provvedimento, e da Evro Manaresi (Agricoltori Italiani) per il quale “è bene che la Regione sia al nostro fianco per riscrivere le regole del mondo agricolo in modo da affrontare le tante difficoltà del nostro settore”. Da Matteo Abbondanza (Agricoltori Attivi Italiani) e Massimo Bonacini (Associazione Allevatori Bovini di Razza Reggiana) è arrivata la richiesta di massima attenzione sulle modalità di utilizzo delle risorse stanziate in modo che non ci siano fondi regionali sottoutilizzati.

Visto che la proposta di legge si occupa specificatamente dell’apicoltura e dell’acquacoltura non potevano mancare le opinioni delle associazioni di categoria di questo settore: per Giorgio Baracani (Conapi) e Luca Bellini (Coldiretti) la Regione ha fatto bene a riformare le norme sull’apicoltura visto l’importanza del settore, mentre Vadis Paesanti (Federpesca), Vincenzo Rizzardi (Consorzio Pescatori del Delta) e Germano Gabanini (Associazione Pescatori tra il cielo e il mare di Cesenatico). Paesanti promuove la nuova legge sull’agricoltura e chiede che venga riformata anche la legge regionale sull’ambiente; Rizzardi invita a permettere di partecipare ai bandi anche a chi, nella sacca di Goro, è titolare non solo di concessioni demaniali, ma anche di affidamenti; infine, Gabanini ringrazia la Regione per la nuova legge e si dice preoccupato per il caro energia e il caro carburante.

Cosa prevede la nuova legge

Scorrendo il progetto di legge si vede che a fronte di un impegno di spesa totale di 12 milioni di euro, già nel 2026 sono disponibili 5,7 milioni di euro per le principali filiere: oltre 3,5 milioni di euro per le produzioni vegetali (1,5 milioni di euro per la coltivazione della barbabietola, 700mila euro per la pataticoltura, 500mila euro per la risicoltura, 700mila euro per il settore della pera e 150mila euro per il comparto olivicolo); 640mila euro per la zootecnia (500mila euro destinati al miglioramento genetico del bestiame, 100mila euro per l’acquisto di vaccini per contrastare la diffusione della blue tongue e 40mila euro per l’acquisto di tori); 1,5 milioni di euro per pesca e acquacoltura (1 milione di euro destinato al ripristino degli allevamenti di vongole e 500mila euro per il contrasto ai fenomeni di anossia che interessano il comparto).

Notevole l’intervento sull’apicoltura, settore a cui viene riconosciuto un ruolo centrale per la salvaguardia della biodiversità. Il progetto di legge prevede rilevanti modifiche alla legge regionale del 2019 sull’apicoltura: le novità mirano ad adeguare la normativa regionale al nuovo quadro nazionale sui sistemi di identificazione e registrazione, a rafforzare la tutela dell’Apis mellifera ligustica, l’ape autoctona italiana, e a semplificare complessivamente l’impianto normativo. In particolare vi è una definizione aggiornata di apiario in stato di abbandono; il divieto di nomadismo nelle zone di rispetto per la fecondazione delle api regine della sottospecie ligustica; l’allineamento al piano nazionale dei controlli sanitari; un sistema sanzionatorio più articolato, che amplia anche il meccanismo della diffida. Queste novità recepiscono le richieste pervenute dalle associazioni di settore all’interno del tavolo apistico regionale. È inoltre previsto il finanziamento di attività di controllo, ricerca, studi, diffusione di conoscenze scientifiche e servizi specializzati per lo sviluppo e la tutela dell’apicoltura regionale.

(Luca Molinari e Margherita Giacchi)

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