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FdI: “Garantire la prosecuzione dell’attività della Cantina di Carpi e Sorbara”

“Recentemente è emersa una situazione di grave squilibrio finanziario, con un passivo dichiarato di circa 12,8 milioni di euro”, spiegano i firmatari Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò. “C’è il rischio concreto di disperdere un patrimonio produttivo unico”

Intraprendere azioni per assicurare la prosecuzione delle attività della Cantina di Carpi e Sorbara (MO), tutelando i soci e convocando un tavolo regionale che coinvolga associazioni di categoria e vertici della cooperativa. Sono le richieste, rivolte alla giunta, che arrivano, attraverso un’interpellanza, dai consiglieri di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti (primo firmatario) e Ferdinando Pulitanò.

Nel ricordare la storia ultracentenaria della Cantina, nata nel 1903, e il suo ruolo nella valorizzazione di eccellenze DOP, come il Lambrusco di Sorbara, il Salamino e il Pignoletto, i consiglieri pongono l’attenzione sulla situazione attuale. “Recentemente è emerso un grave squilibrio finanziario – spiegano -, con un passivo dichiarato di circa 12,8 milioni di euro, che ha costretto l’ente a richiedere al Tribunale di Modena l’attivazione delle misure protettive previste dal ‘Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza’. Una procedura che prevede il blocco delle azioni esecutive da parte dei creditori per un periodo di 12 mesi, al fine di tentare una complessa operazione di risanamento”.

Arletti e Pulitanò evidenziano come la crisi risieda in fattori diversi, che vanno oltre la crisi finanziaria. Tra questi, il calo drastico della produzione (passata da un record di 460mila quintali agli attuali 250mila) e dovuto a fattori climatici avversi e all’impatto devastante di fitopatie. “Il crollo dei volumi produttivi – vanno avanti i consiglieri di FdI – è stato accompagnato da ingenti investimenti strutturali effettuati nel triennio 2015-2018 per l’ammodernamento degli impianti, i cui costi di ammortamento sono diventati insostenibili a fronte della successiva contrazione del mercato e degli effetti della pandemia”. Inoltre, si legge nell’atto ispettivo, la base sociale della cooperativa è passata nel tempo da oltre tremila soci agli attuali 800 circa, molti dei quali piccoli produttori e il mancato saldo delle spettanze, relative alla vendemmia 2024, e le incertezze sulla gestione del 2025 stanno generando un clima di profondo sconforto e rabbia tra gli agricoltori, mettendo a rischio la tenuta sociale di un intero territorio.

Da qui l’interrogazione alla giunta, alla quale si chiedono azioni di competenza, anche in termini di avvio di interlocuzioni con la Cantina stessa e con le altre cantine della provincia di Modena, nella consapevolezza del “rischio concreto legato alla dispersione di un patrimonio produttivo unico e alla perdita di competitività”.

(Brigida Miranda)

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