Fare chiarezza sulla campagna denigratoria e intimidatoria, di cui, secondo fonti di stampa, sarebbe stata oggetto l’azienda Tekapp srl, operante nel settore della sicurezza informatica sul territorio dell’Emilia-Romagna.
A chiederlo è Fratelli d’Italia con un’interrogazione a firma Ferdinando Pulitanò (prima firmataria) e Annalisa Arletti.
“Tekapp srl è una realtà imprenditoriale operante da anni nel settore della sicurezza informatica sul territorio dell’Emilia-Romagna e secondo quanto risulta da fonti pubbliche, il legale rappresentante della società è cittadino. Il 20 maggio 2025 organi di stampa locali (tra cui Gazzetta di Modena e Resto del Carlino) hanno riportato che Tekapp sarebbe stata oggetto di una campagna denigratoria e intimidatoria da parte di alcuni gruppi e collettivi, che la collegavano – in modo diretto o indiretto – alle operazioni militari dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza”, spiegano Arletti e Pulitanò per i quali “la campagna ha avuto ripercussioni concrete, quali l’annullamento di un convegno di settore (Zero Trust & Cybersecurity Summit) inizialmente previsto presso l’Auditorium “Florim”, e l’affissione di un cartello con la scritta “azienda sionista” sulla sede dell’impresa. Sui canali social del gruppo “Modena per la Palestina” sono comparse dichiarazioni che incitano alla rottura dei rapporti commerciali con Tekapp da parte di enti pubblici e imprese, facendo esplicito riferimento alla necessità di boicottare l’azienda per motivazioni legate alla nazionalità del suo rappresentante e presunti legami con il governo israeliano”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla giunta se siano in essere rapporti contrattuali o collaborazioni tra la Regione Emilia-Romagna, le sue agenzie, fondazioni o società partecipate, e la società Tekapp srl e se a seguito della lettera del Presidente della Regione del 31 maggio scorso che invita a interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del governo di Israele e con “tutti i soggetti a esso direttamente riconducibili” siano state avviate istruttorie o valutazioni circa l’interruzione di rapporti con aziende aventi sede in Emilia-Romagna riconducibili – anche indirettamente – a soggetti israeliani.
FdI vuole inoltre sapere quali misure la Regione vuole adottare per evitare che le dichiarazioni istituzionali siano utilizzate strumentalmente da gruppi o movimenti locali per legittimare forme di discriminazione economica o personale fondate su nazionalità, provenienza o orientamento religioso e se, sempre la Regione, intenda esprimere una posizione chiara e pubblica a tutela delle imprese operanti sul territorio, garantendo che le relazioni contrattuali con soggetti privati si basino su criteri trasparenti, tecnici e rispettosi dei diritti costituzionali.
(Luca Molinari)



