Il Piano d’azione europeo 2027 potenzierà la valorizzazione dei prodotti Ipg, tutelandoli anche da forme di concorrenza sleale. Regione Emilia-Romagna e Unione europea confermano la collaborazione contro la concorrenza sleale nelle filiere agroalimentari come emerso nel corso della commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla in occasione della Sessione europea 2026, il momento in cui le istituzioni regionali esaminano gli atti e i programmi dell’Unione europea per l’anno in corso. L’importanza del tema è certificata dai numeri del settore agroalimentare emiliano-romagnolo la cui produzione raggiunge, grazie al lavoro quotidiano di 4.500 imprese distribuite in tutto il territorio regionale, 37 miliardi di euro e l’export i 10,5 miliardi. Di rilevo, inoltre, i tanti prodotti Dop e Igp (dal parmigiano reggiano al prosciutto di Parma, passando per l’aceto balsamico di Modena, la mortadella di Bologna e il grana padano).
“Affrontiamo due temi molto importanti per il futuro dell’Unione europea e delle nostre comunità: con la Sessione europea contribuiamo alle politiche europee della Regione e alla collaborazione con l’Ue: contrasto alle pratiche sleali e il sostegno all’innovazione delle imprese sono due temi politicamente importanti”, spiega Quintavalla che ricorda come “l’economia regionale è molto legata a queste attività”. Sulla stessa linea l’assessore Davide Baruffi che ha sottolineato lo stretto legame tra la Regione e l’Unione europea per affrontare temi di grande rilevanza per l’economia regionale come il “no” alla riforma della Politica agricola comunitaria che prevede di fatto tagli ai fondi all’agricoltura e i pericoli del “caro energia” derivante dalle guerre in corso nel mondo. Sull’importanza di tutelare le filiere agroalimentari e puntare sull’innovazione tecnologica concordano, seppur con sfumature differenti, tutti i consiglieri intervenuti nel dibattito: per Pd e Avs occorre promuovere un’agricoltura di qualità, mentre FdI e Rete civica chiedono più attenzione al tema della pesca e alla promozione della montagna.
A confermare la necessità della stretta collaborazione tra viale Aldo Moro e Bruxelles, è Paolo De Castro, docente universitario all’Università di Bologna, presidente di Nomisma e già ministro e parlamentare europeo, che ha ricordato come nel 2019 l’Unione europea si è dotata di una direttiva (di cui lo stesso De Castro quando era parlamentare europeo, fu relatore) contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, tutelando tutti i prodotti agricoli, non solo quelli alimentari, estendendo così le garanzie anche a settori come la florovivaistica. “Nel 2019 abbiamo stabilito in maniera chiara quali sono le pratiche sleali e di recente, con relatore l’eurodeputato ed ex presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, queste norme sono state estese a livello transnazionale: una pratica sleale che danneggia un Paese diventa tale e quindi da contrastare anche se avviene in un Paese terzo. C’è ancora molto da fare, ma – spiega De Castro – l’Ue si sta muovendo per trovare risposte a tutela di produttori e consumatori come testimoniato dal Piano d’azione 2027 che potenzierà gli interventi contro la concorrenza sleale e favorirà la promozione dei prodotti Ipg, per la cui tutela e valorizzazione è previsto anche un nuovo ruolo dei Consorzi agricoli”.
La collaborazione tra viale Aldo Moro e Bruxelles nel settore delle attività produttive, invece, passa anche attraverso il sostegno all’innovazione tecnologica delle imprese come testimoniato dall’intervento di Matteo Ragaglia, responsabile innovazione Digitale Gaiotto Automation Spa (gruppo SACMI) che ha portato l’esperienza diretta dell’importanza di politiche volte a aumentare la competitività e l’innovazione delle aziende sottolineando come in questo modo il suo gruppo si riuscito a crescere e rafforzarsi.
Gli interventi dei consiglieri
“È importante, in tema di politica agricole comune, monitorare sull’attività agricola biologica, intercettando chi ne fa un uso opportunistico”, rimarca Paolo Burani (Avs). Prosegue: “Serve, quindi, in generale la massima trasparenza sull’utilizzo dei fondi agricoli europei”. Chiude sul tema del vitivinicolo: “È importante ridurre l’utilizzo di fitofarmaci”.
Per Maria Costi (Pd) “è importante che sulle risorse agricole europee le amministrazioni regionale abbiano voce in capitolo”. Prosegue sul tema della guerra: “Il rischio è di vedere aumenti sull’energia, in Italia i prezzi sono già particolarmente alti, serve contrastare le speculazioni”.
Per Fausto Gianella (FdI), sulla pesca, “servirebbe, viste le difficoltà del settore, un intervento europeo”.
Per Marco Mastacchi (Rete civica) “è difficile competere con i paesi in cui il costo del lavoro è basso, un problema che è ancora più marcato per le zone montane, per questo l’Europa deve tutelare queste aree”, sottolinea Marco Mastacchi (Rete civica).
Per Daniele Valbonesi (Pd) “in Emilia-Romagna c’è molto timore per le novità legate alla politica agricole comune: preoccupa una centralizzazione nazionale che allontanerebbe i territori”. Prosegue sull’energia: “Il problema è quello della mancata indipendenza energetica, serve un impegno diverso”.
Per Francesca Lucchi (Pd): “la sfida energetica è grande, il tema dell’approvvigionamento resta centrale, c’è poi l’aspetto delle tecnologie a partire dallo sullo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale, conseguentemente servono nuove professionalità”.
Per Luca Sabattini (Pd) “si deve comprendere come affrontare il tema dell’inflazione alla luce della situazione internazionale. Sul nuovo ruolo dei Consorzi bisogna capire come rafforzare queste strutture”.
(Cristian Casali e Luca Molinari)



