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Onicotecnico, l’Assemblea decide di non esaminare la proposta di legge di FdI

La maggioranza in Assemblea (Pd, Avs, Civici e M5s) ha votato per non esaminare gli articoli del progetto di legge presentato dalla capogruppo di FdI, Marta Evangelisti. Nessuna votazione si è dunque svolta sugli articoli di legge, sebbene in aula il testo sia stato oggetto di ampia discussione

Stop alla legge per il riconoscimento della figura professionale dell’onicotecnico: la maggioranza in Assemblea legislativa (Pd, Avs, Civici e M5s) ha votato per non esaminare gli articoli del progetto di legge presentato dalla capogruppo di FdI Marta Evangelisti. Nessuna votazione si è dunque svolta sugli articoli di legge, sebbene in aula il testo sia stato oggetto di ampia discussione.

Il dibattito in aula

“Il progetto di legge nasceva da un’esigenza concreta e non più rinviabile – ha spiegato Evangelisti -. Quella cioè di regolamentare una professione ormai nei fatti autonoma. Una norma indispensabile, anche perché, sul territorio regionale, abbiamo differenze interpretative, da Comune a Comune e in ambito provinciale”. Evangelisti ha criticato anche la bocciatura del testo nella commissione Giovani e Lavoro. “A nostro avviso è stata persa un’occasione – ha detto Evangelisti -. E il percorso è stato anche ‘sui generis’ perché sono stati respinti anche i nostri emendamenti che avevamo proposto a seguito dell’udienza conoscitiva. In altre parole, non ci è stato consentito nemmeno di emendare il nostro stesso testo, cosa che sarebbe stata possibile seguendo la prassi di una non partecipazione al voto da parte della maggioranza, posto che il progetto di legge sarebbe stato comunque respinto. Una maggioranza che ha deciso di non confrontarsi e che oggi pretende di insegnare a noi come procedere: servirebbe un bagno di umiltà”. Il riconoscimento della professione, da parte della Regione, avrebbe potuto, secondo Evangelisti, rappresentare un’importante occasione di rilancio dell’imprenditoria femminile e un volano di integrazione per le persone con disabilità.

Per Giancarlo Tagliaferri (FdI) “il problema esiste e non è più rinviabile”. “Non discutiamo di ipotesi astratte, ma di un settore che è cresciuto, che si è strutturato e ha sviluppato competenze specifiche. Un settore fatto di microimpresa e imprenditorialità che oggi cerca spazio e riconoscimento: ma, a fronte di questa evoluzione, la normativa è rimasta indietro. Il merito di questo progetto di legge è quello di aver riportato il tema al centro del dibattito istituzionale. Non si tratta di mettere Stato contro Regione: c’è un primo livello, quello statale, e siamo convinti che il disegno di legge del senatore Ancorotti di FdI rappresenti oggi il tentativo più organico di riforma del settore. Poi c’è il livello regionale che può intervenire secondo le proprie competenze in materia di formazione e di integrazione del sistema delle qualifiche”.

Tommaso Fiazza (Lega) ha espresso sostegno al progetto di legge parlando di “un provvedimento necessario che mira a dare identità professionale a migliaia di lavoratori e lavoratrici”. “Esiste un paradosso normativo che non possiamo ignorare, una disomogeneità territoriale insostenibile, una frammentazione normativa che crea incertezze e difficoltà anche per gli organi di controllo. Regolamentare la professione è l’unico modo per contrastare l’abusivismo e per definire standard qualitativi elevati”.

Anna Fornili (Pd) ha chiarito: “Fin da subito abbiamo posto un tema di carattere formale, dato che la disciplina delle professioni è soggetta a competenza legislativa concorrente. E’ in corso l’aggiornamento della norma nazionale, attraverso il disegno di legge del senatore Ancorotti di FdI, che prevede un sistema integrato nel quale diverse figure professionali trovano collocazione chiara e uniforme”.

Elena Ugolini (Rete civica) ha ribadito: “Questo progetto di legge avrebbe rappresentato un tassello importante a tutela delle operatrici e degli operatori del settore nonché delle clienti e dei clienti, valorizzando questa professionalità e tutelando la salute pubblica”.

Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha rimarcato: “Respingiamo l’impostazione per la quale esiste un vuoto normativo che di fatto non c’è. La professione è già pienamente qualificata nell’ambito di quella di estetista, la quale ha in sé alcune specificità che si sono via via sempre più definite. Il riconoscimento dell’attività onicotecnica è al centro della proposta normativa del ddl Ancorotti che prevede anche tutta una serie di innovazioni che si ritrovano in alcuni regolamenti comunali, che sono stati studiati e hanno esplicato effetti positivi. La proposta di legge regionale di FdI non convince”.

Annalisa Arletti (FdI) è critica nei confronti della maggioranza. “Non è ancora chiaro il motivo della contrarietà a questo progetto di legge. Ci si attacca a questioni di natura tecnico-giuridica che non sussistono: la maggioranza sceglie di non entrare nel merito, visto che qui si sta chiedendo di intervenire sul sistema regionale delle qualifiche con un percorso di formazione. Sui temi importanti si dovrebbe collaborare, cercando di emendare, ma è mancata la volontà politica da parte della maggioranza”.

Nel corso della discussione, il gruppo FdI ha presentato due risoluzioni, entrambe respinte dalla maggioranza. La prima risoluzione chiedeva alla Regione di intervenire secondo le proprie competenze, provvedendo all’integrazione del Sistema Regionale delle Qualifiche, inserendo lo specifico profilo professionale di “Addetto all’applicazione e decorazione di unghie artificiali” e definendo lo standard del percorso formativo abilitante. Il secondo atto di indirizzo impegnava la Giunta a sostenere, nelle sedi istituzionali, l’approvazione del disegno di legge del senatore Ancorotti (FdI) che interviene per istituire a livello nazionale la figura professionale dell’onicotecnico.

Approvata invece una risoluzione a firma delle forze di maggioranza Pd-Avs-M5s-Civici a prima firma di Ludovica Carla Ferrari (Pd) con la quale si chiede alla Giunta di avviare un tavolo di lavoro con le associazioni di categoria, finalizzato alla definizione di proposte di aggiornamento della normativa regionale in materia di attività del benessere e di monitorare e accompagnare l’iter del disegno di legge Ancorotti, al fine di garantire un tempestivo recepimento delle disposizioni nazionali una volta aggiornate.

(Brigida Miranda)

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