In base all’indagine effettuata dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro – Vega Engineering di Mestre, la Regione Emilia-Romagna, con 68 casi di morte per incidenti sul lavoro verificatisi tra gennaio e novembre 2014, casi che salgono a 93 se si contano i lavoratori che hanno persa la vita “in itinere”, è seconda a livello nazionale, dietro la Lombardia che nello stesso periodo conta 80 vittime sul lavoro su una popolazione residente che tuttavia è più del doppio di quella emiliano-romagnola.
È quanto segnalano Giulia Gibertoni, Silvia Piccinini e Raffaella Sensoli (M5s) in premessa ad una risoluzione nella quale si impegna la Giunta regionale a promuovere politiche regionali sulla prevenzione e la sicurezza mediante una più efficace attività di comunicazione, informazione e assistenza, operando con il coordinamento delle diverse istituzioni ed individuando azioni prioritarie nei comparti lavorativi più a rischio, in particolare quelli non rilevati dall’Inail.
Intere categorie non sono monitorate dalle statistiche ufficiali – spiegano in proposito i firmatari – e ciò avviene nonostante i continui appelli alle istituzioni locali e nazionali, lanciati nel corso di questi anni, tra gli altri, dall’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro. Osservatorio che “a differenza dell’Inail, – riferiscono i consiglieri – conteggia i militari, i lavoratori appartenenti al corpo di Polizia, i Carabinieri e il personale della Guardia di Finanza, che muoiono in servizio (esenti da copertura assicurativa Inail) e anche i lavoratori deceduti durante un lavoro nero, nonché le partite Iva e i precari, quindi morti statisticamente invisibili che, con tutta evidenza, non possono invece essere dimenticati”.
Nella risoluzione si impegna poi la Giunta regionale ad avviare una misura specifica per un’efficace attività formativa in materia di sicurezza nel comparto agricolo, settore in cui l’Emilia-Romagna registra il maggior numero di incidenti. La formazione – chiedono gli esponenti del Movimento 5 stelle – dovrà, in particolare, vertere sui rischi connessi dall’utilizzo delle trattrici agricole e coinvolgere non soltanto le aziende con dipendenti, ma anche i coltivatori diretti, sia in età lavorativa che in pensione, visto che spesso sono proprio questi ultimi ad essere vittime di incidenti.
Nell’atto di indirizzo si impegna la Regione ad intervenire nelle sedi di confronto con il Governo nazionale per promuovere la “detassazione degli utili per le aziende che investono in sicurezza e una riduzione sostanziosa dei premi Inail per le Pmi che investono in prevenzione, nonché un’inversione di tendenza verso una cultura del risultato in termini di sicurezza, abbandonando quella oggi dominante del mero adempimento”.
Da ultimo nel dare notizia che “l’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro è chiuso al pubblico dal 31 dicembre 2014 per protesta verso l’indifferenza delle istituzioni”, Gibertoni e colleghi sollecitano la Giunta regionale a mettere in atto le azioni opportune a far sì che possa continuare la sua meritevole attività di rilevamento in tempo reale.


