Infrastrutture e trasporti

Parma, Pd: “Favorire la connettività dell’Alta Val Taro e Val Ceno”

“La Regione in questi anni si è fatta parte attiva per stimolare il mercato delle telecomunicazioni affinché investisse anche nelle aree meno densamente popolate”, la risposta dell’assessora Elena Mazzoni

Favorire l’ammodernamento della rete telefonica e della connettività dell’Alta Val Taro e Val Ceno, nell’Appennino parmense. A chiederlo, in un’interpellanza, sono i consiglieri e le consigliere del Partito democratico, Matteo Daffadà, primo firmatario, Andrea Massari, Anna Fornili, Barbara Lori e Lodovico Albasi, garantendo così continuità del segnale, funzionalità dei POS e accesso ai servizi digitali essenziali per cittadini, imprese e servizi pubblici.

“Nei territori montani dell’Alta Val Taro e Val Ceno si registrano ormai da anni frequenti interruzioni dei servizi telefonici e della connettività, con episodi che, negli ultimi mesi, hanno assunto carattere ricorrente, diffuso e di crescente gravità, come segnalato dai Sindaci dei territori. – spiega Daffadà – La mancanza di connessione Internet stabile non costituisce più un semplice disagio tecnico, ma una condizione di vero e proprio isolamento digitale che colpisce cittadini, imprese, attività commerciali, strutture sociosanitarie, scuole e servizi pubblici, impedendo l’accesso a prestazioni essenziali della vita quotidiana. In particolare, – continua – la connettività discontinua o assente blocca totalmente i sistemi POS, rendendo impossibili i pagamenti elettronici nei negozi, nei bar, nei ristoranti, nelle farmacie e negli esercizi di prossimità, con gravi ricadute economiche”.

Inoltre, l’esponente dem evidenzia che la carenza di connettività compromette la capacità della sanità territoriale di garantire continuità assistenziale e contatto immediato con la popolazione: le guardie mediche, in più circostanze, sono state costrette a ricorrere a sistemi sostitutivi come i ponti radio, evidenziando un quadro infrastrutturale non adeguato ai bisogni di un servizio moderno e la ridotta efficacia delle comunicazioni digitali rende più complesso il coordinamento del servizio 118.

“Le amministrazioni mantengono un confronto costante con i referenti regionali degli operatori di telecomunicazioni, che si dichiarano disponibili ma vincolati a piani di investimento decisi a livello centrale e non calibrati su territori montani che hanno un bisogno critico di connettività stabile, resiliente e continuamente garantita”, sottolinea il consigliere.

Per Daffadà è urgente che il gestore della rete realizzi investimenti strutturali e programmati, in grado di garantire una connettività stabile, sicura e continua, per questo chiede alla Giunta quali iniziative intenda assumere, anche attraverso il coinvolgimento del Ministero competente, della Prefettura e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, affinché gli operatori di telecomunicazioni coinvolti siano sollecitati a programmare e realizzare gli investimenti strutturali indispensabili all’ammodernamento della rete telefonica e, soprattutto, della connettività dell’Alta Val Taro e Val Ceno, garantendo continuità del segnale, funzionalità dei POS e accesso ai servizi digitali essenziali.

“È un tema di grande importanza, per garantire pari condizioni di accesso ai servizi su tutto il territorio. – sottolinea l’assessora all’Agenda digitale, Elena Mazzoni – La Regione in questi anni si è fatta parte attiva, per il tramite di Lepida, per stimolare il mercato delle telecomunicazioni affinché investisse anche nelle aree meno densamente popolate. Come noto, le reti di telecomunicazioni, in particolare quelle di telefonia fissa e mobile sono in molti casi di proprietà di operatori privati di telecomunicazioni che operano secondo le regole del mercato. In questo scenario la Regione ha messo in campo diverse azioni e progetti: sono stati realizzati, con la collaborazione degli enti locali, tralici di proprietà pubblica, affinché gli operatori di telefonia mobile raggiungano aree scoperte o servite in modo non adeguato. È il caso del progetto CellMon-Cellulari in montagna,- continua – sul territorio montano della provincia di Parma, sono stati attivati 4 tralicci, localizzati nei seguenti comuni, Tornolo, Neviano degli Arduini, Bedonia, Varano de Melegari. Sono in fase di completamento i lavori relativi a 3 ulteriori tralicci nel Comune di Lesignano de Bagni ed è, infine, previsto un ulteriore sito nel Comune di Berceto, attualmente in fase di rilascio dei permessi, nonché un sito nel comune di Calestano attualmente in fase di individuazione del terreno”.

“L’Emilia-Romagna èla regione più avanti l’Emilia-Romagna, – il commento di Daffadà. – non esistono regioni che hanno la fibra ottica nei comuni più alti delle montagne. Nel momento in cui continuano ad esserci disfunzioni è importante l’opera che si sta facendo di affiancamento, perché sono servizi essenziali. Grazie per il piano di sviluppo continuo, è anche di stimolo per gli operatori privati che altrimenti non avrebbero considerato certe zone”.  

(Giorgia Tisselli)

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