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Al via in commissione l’esame della proposta di FdI per riconoscere la professione di onicotecnico

Si apre con l’illustrazione di Marta Evangelisti, capogruppo di FdI, l’iter del progetto di legge per riconoscere la professione di onicotecnico e disciplinare le specifiche attività di formazione

La professione di onicotecnico quale occasione di rilancio dell’imprenditoria femminile e volano di integrazione per le persone con disabilità. Ha preso il via oggi, nella Commissione Scuola e Lavoro, presieduta da Maria Costi, l’iter del progetto di legge per il riconoscimento della professione di onicotecnico, presentato dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti. 

La proposta normativa intende dare specifico riconoscimento a questa attività, disciplinando il percorso formativo per ottenere la qualifica, ed anche prevedendo sanzioni in caso di esercizio abusivo della professione.

Una norma, precisa Evangelisti, “non più rinviabile, vista l’evoluzione del mercato e della richiesta”.

Come spiega la capogruppo, nel corso dell’illustrazione, “l’attività di onicotecnico, ad oggi, è compresa in quella di estetista, ma il comparto è ormai autonomo, comprende varie specializzazioni, tecniche mutuate dall’estero e una propria specificità rispetto a servizi estetici già esistenti. Il settore della ricostruzione unghie e della nail art è cresciuto moltissimo negli ultimi trent’anni, molto più di altri servizi estetici e si è diffuso in modo talmente ampio da far emergere la necessità di regolamentare questa tipologia di professionalità e di servizi offerti, in primo luogo per tutelare la sicurezza sanitaria di operatori ed utenti e per garantire la leale concorrenza sul mercato”.

“Visto che la professione è diffusa prevalentemente tra la popolazione femminile – va avanti Evangelisti -, una concreta disciplina in materia rappresenterebbe un’azione significativa per rafforzare l’iniziativa imprenditoriale delle donne e diverrebbe una possibile leva di contrasto alla violenza di genere, attraverso l’affermazione dell’indipendenza economica come strumento di emancipazione. Ed offrirebbe anche l’opportunità, a persone con disabilità, di poter esercitare liberamente la professione, diversamente da quella di estetista per la quale, a volte, sorgono difficoltà per il completamento dei corsi di formazione e di abilitazione”.

Il progetto di legge, composto di sei articoli, indica anche alcune materie fondamentali ai fini dell’acquisizione della qualifica, tra cui cosmetologia e igiene, chimica dei prodotti, tecnica di laboratorio e sicurezza sul lavoro. L’ottenimento della qualifica – prevede ancora la proposta – è subordinato al superamento di un esame teorico-pratico, a seguito dello svolgimento di un corso regionale di 300 ore della durata di sei mesi, seguito da un periodo di attività lavorativa come dipendente, presso un’impresa di onicotecnico, non inferiore a sei mesi.

“Siamo disponibili al confronto su emendamenti e integrazioni – conclude Evangelisti -. Auspichiamo che vi sia una valutazione attenta di questo progetto di legge, affinché possa essere condiviso anche dalle forze di maggioranza”.

(Brigida Miranda)

 

 

 

 

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