Attivare un tavolo di crisi regionale per salvare i posti di lavoro a rischio per le vertenze Alcast Tech e Fonderia Atti di Bentivoglio, in provincia di Bologna.
A chiederlo, in un’interrogazione, è Francesco Critelli (Pd) che ricorda come “lo 23 marzo la società Alcast Tech Foundry e Machining S.r.l., affittuaria del ramo d’azienda della storica Fonderia Atti di Bentivoglio (attiva dal 1937), ha comunicato la decisione di procedere alla messa in liquidazione e, contestualmente, il recesso dal contratto di affitto del ramo d’azienda, determinando una situazione di grave incertezza sulla continuità produttiva del sito: la società Alcast Tech aveva assunto la gestione del ramo d’azienda nel 2023, garantendo, almeno nella fase iniziale, la continuità produttiva e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Risultano coinvolti 94 lavoratori e lavoratrici, assunti dalla stessa Alcast, il cui posto di lavoro risulta attualmente a rischio”.
Per Critelli “secondo quanto riportato da fonti sindacali e organi di stampa, la situazione di crisi aziendale sarebbe riconducibile sia alla difficile congiuntura del settore automotive, sia a criticità di natura gestionale e strategica che non hanno consentito il consolidamento del progetto
industriale”.
Da qui la richiesta alla Regione di intervenire per salvaguardare i livelli occupazionali dei 94 lavoratori e lavoratrici coinvolti e di attivare un tavolo regionale di crisi, in raccordo con il Ministero competente, le istituzioni locali e le parti sociali, al fine di individuare soluzioni industriali e occupazionali.
(Luca Molinari)



