Imprese lavoro e turismo

Costi (Pd): “Bisogna contrastare il caporalato in agricoltura”

“Bisogna rafforzare il coordinamento territoriale tra Regione, Prefetture, Ispettorato del lavoro, forze dell’ordine, Procure, parti sociali e organizzazioni di categoria”

Le istituzioni collaborino per contrastare il caporalato in agricoltura.

A chiederlo, con una risoluzione, è Maria Costi (Pd) che ricorda come “l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Modena ha portato alla luce un sistema di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera nel settore agricolo della Bassa modenese, con lavoratori stranieri impiegati in condizioni di irregolarità, sottopagati e privi delle tutele contrattuali previste: i fatti accertati – che hanno visto l’arresto di un soggetto accusato di caporalato e il coinvolgimento di aziende utilizzatrici – dimostrano che anche nei territori a forte tradizione produttiva e cooperativa possono manifestarsi fenomeni di grave illegalità e compressione dei diritti fondamentali del lavoro”. La consigliera sottolinea come “le associazioni di categoria agricole e le organizzazioni sindacali hanno espresso una condanna unanime del fenomeno, riconoscendo la necessità di fare piena luce sulle responsabilità e di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto”.

Da qui la risoluzione per chiedere “di rafforzare il coordinamento territoriale tra Regione, Prefetture, Ispettorato del lavoro, forze dell’ordine, Procure, parti sociali e organizzazioni di categoria, con particolare attenzione ai territori agricoli e ai periodi di maggiore intensità stagionale e di potenziare le azioni di prevenzione ed emersione del fenomeno, attraverso sportelli territoriali, mediazione linguistico-culturale, informazione sui diritti, assistenza legale e percorsi di presa in carico sociale e abitativa per le vittime di sfruttamento”.

Per Costi si deve anche promuovere protocolli territoriali con le organizzazioni datoriali e con i soggetti delle filiere agroalimentari e logistiche, finalizzati alla piena applicazione dei contratti collettivi e alla tracciabilità della manodopera e integrare le politiche contro il caporalato con le politiche abitative, sanitarie e di inclusione sociale, al fine di ridurre le condizioni di marginalità e ricattabilità che alimentano il fenomeno”.

La risoluzione del Pd invita anche “a valorizzare e aggiornare, nell’ambito delle politiche regionali di contrasto allo sfruttamento lavorativo, gli esiti della Relazione conclusiva della Commissione speciale di ricerca e di studio sulle cooperative cosiddette spurie o fittizie, quale base conoscitiva utile per l’analisi delle dinamiche di intermediazione illecita e delle filiere a rischio di caporalato nel territorio regionale”.

(Luca Molinari)

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