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Dipendenti Amazon Piacenza in stato di agitazione,Torri-Taruffi (Si) e Prodi (Misto-Mdp): “Tavolo regionale a tutela lavoratori”

Dopo il blocco degli straordinari proclamato da 1.650 dipendenti, i consiglieri chiedono di aprire un confronto su stabilizzazioni e turni di lavoro

Yuri Torri e Igor Taruffi (Si)
Silvia Prodi (Misto-Mdp)

Lo stato di agitazione e il blocco degli straordinari fino alla fine dell’anno proclamato dai 1.650 dipendenti Amazon dello stabilimento di Castel San Giovanni (Piacenza) al centro di un’interrogazione di Yuri Torri Igor Taruffi e (Sinistra Italiana) e Silvia Prodi (Misto-Mdp), che chiedono alla Regione di promuovere un tavolo di confronto tra i soggetti coinvolti per far rispettare gli accordi siglati e tutelare i lavoratori del gruppo. Dietro la protesta dei lavoratori della logistica “le richieste disattese e inascoltate” seguite agli incontri tra azienda, sindacati e lavoratori avvenuti nelle ultime settimane.

In particolare vengono contestati la mancata stabilizzazione dei 1.951 lavoratori somministrati (utilizzati oltre il dovuto nel 2017 e accertati dall’Ispettorato del ministero del Lavoro) e il non coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione dei turni e del lavoro. Quest’ultimo era previsto invece dall’accordo raggiunto a maggio “dove, le parti sociali- sottolineano i consiglieri regionali della sinistra- avevano imbastito nel sito produttivo Amazon Italia di Castel San Giovanni un referendum a scrutinio segreto per verificare se l’accordo sperimentale concordato con l’azienda poteva andare nella direzione giusta per una più equa distribuzione dei carichi di lavoro”. A quanto riferiscono i sindacati, i lavoratori sarebbero obbligati per ben quattro settimane a lavorare sei giorni su sette, di notte, per totalizzare le 40 ore contrattuali, nonostante avessero dato la volontarietà sul turno notturno sulla base di una programmazione oraria chiaramente definita dall’accordo per cinque giorni su sette.

“Il mancato rispetto degli accordi- rimarcano i consiglieri Si e Mdp- rappresenta una scorrettezza nei confronti di lavoratori e sindacati e più in generale contrasta con lo spirito di condivisione e confronto che hanno caratterizzato le azioni della giunta regionale in tema di politiche per il lavoro a partire dal Patto siglato all’inizio dell’attuale legislatura”. Per questo Prodi, Taruffi e Torri chiedono alla giunta di promuovere, nell’ambito delle proprie competenze, “un tavolo di confronto tra i soggetti coinvolti, col fine di favorire il rispetto degli accordi siglati e tutelare i lavoratori del gruppo”.

(Giulia Paltrinieri)

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