Scuola giovani e cultura

Nel post Covid in regione meno persone a rischio povertà: -4%, dall’11,2% del 2021 al 7,4% del 2023

Il dato è emerso nel corso della commissione Lavoro presieduta da Maria Costi dove è stato fatto il bilancio delle attività frutto della legge regionale del 2015 su “Disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità”. Tirocini, programma Gol, corsi di riqualificazione professionale: così la Regione si è impegnata per aiutare le persone fragili a trovare lavoro

Con l’uscita dalla pandemia da Covid, in Emilia-Romagna la percentuale di persone a rischio povertà o marginalizzazione sociale è calato del 4%, dall’11,2% del 2021 al 7,4% del 2023. Un numero che pone l’Emilia-Romagna in una situazione migliore rispetto anche alle altre Regioni del “ricco” Nord-Est (media 10,2%) e dell’intera Italia (20,1%) – dati riferiti al 2023.

Una situazione più rosea rispetto al passato che però non ha fatto abbassare la guardia alla Regione Emilia-Romagna: viale Aldo Moro, infatti, nel triennio 2021-2024 ha investito risorse e progetti per aiutare chi vive una situazione di marginalità sociale a trovare un nuovo lavoro. E lo ha fatto attraverso corsi di riqualificazione lavorativa e tirocini, sottoscrizione di nuovi contratti di lavoro che, nel medio-lungo periodo, si trasformano da tempo determinato a tempo indeterminato anche grazie al programma GOL (Garanzia per l’occupabilità dei lavoratori) per l’occupazione giovanile. È quanto è emerso nel corso della commissione Scuola e lavoro presieduta da Maria Costi dove l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia ha fatto il bilancio delle attività frutto della legge regionale del 2015 su “Disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità, attraverso l’integrazione tra servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari”.

Fra le principali voci dell’applicazione della legge c’è quello sui contratti di lavoro per chi ha seguito percorsi personalizzati di reinserimento lavorativo: nel periodo ottobre 2021 e settembre 2022, risultano attivati complessivamente 1.107 contratti di lavoro a favore degli utenti coinvolti nei programmi personalizzati ex L.R.14 (1.298). Circa il 22% dei contratti è stato avviato entro tre mesi dalla sottoscrizione del programma. L’analisi della tipologia contrattuale evidenzia una prevalenza dei contratti a tempo determinato, che costituiscono oltre l’80% del totale. Tuttavia, si osserva un dato interessante: all’aumentare dell’intervallo temporale dalla presa in carico, cresce anche la quota di contratti a tempo indeterminato, che raggiunge il 24% nel segmento oltre i 24 mesi. Questo andamento suggerisce che, per le persone in condizione di maggiore fragilità, i percorsi di inclusione lavorativa potrebbero richiedere tempi più lunghi ma possono condurre a risultati stabili nel medio-lungo periodo.

Interessante anche l’attuazione del programma Gol: l’analisi della distribuzione degli utenti profilati all’interno dei quattro percorsi del Programma evidenzia una chiara concentrazione su quello destinato a persone con elevata occupabilità, che rappresentano il 64% del totale (120.813 su 187.700). Questa percentuale riflette la grande presenza, tra la popolazione disoccupata, di persone facilmente ricollocabili e con competenze già spendibili sul mercato del lavoro. Di rilievo, tuttavia, è anche la consistenza numerica di utenti inseriti nel Percorso Lavoro e Inclusione, pari a 11.195 persone, ovvero circa il 6% del totale. Questi utenti esprimono livelli di fragilità complessi, tali da richiedere l’attivazione di un modello di presa in carico integrata che coinvolga équipe multiprofessionali, in grado di affrontare congiuntamente le diverse dimensioni problematiche della persona. Per quanto riguarda i tirocini sono stati complessivamente oltre 66mila quelli attivati in Emilia-Romagna nel periodo oggetto di valutazione. Di questi, i tirocini finalizzati all’inclusione lavorativa sono oltre 14.300 e rappresentano circa il 22% del totale dei tirocini promossi.

Si è concluso, inoltre, a dicembre 2023 il progetto regionale Inside-Interventi Strutturati e Innovatici per contrastare la grave emarginazione adulta senza dimora in Emilia-Romagna, finanziato complessivamente con 5.798.600 euro (2.899.300 Fondo PON e 2.899.300 Fondo FEAD). Nel periodo considerato, attraverso lo strumento dei bandi regionali, sono state messe a disposizione risorse pari a 1.714.500,00 euro con cui sono stati finanziati 41 progetti territoriali di recupero, stoccaggio ed erogazione gratuita di prodotti alimentari e non (es. igiene personale, igiene della casa, alimenti per animali domestici, ecc.), produzione e distribuzione di pasti pronti, accompagnati da forme di ascolto e supporto a favore delle persone in povertà.

A fronte dei numeri relativi all’attività svolta in questi anni dalla Regione, Valentina Castaldini (Forza Italia) ha sottolineato come la legge del 2011 regionale voluta dall’allora assessora al Welfare Teresa Marzocchi abbia avuto il merito di fare da apripista a un approccio integrato ai questa tipologia di problemi, ma al contempo ora la Regione deve dire come intende affrontare il “post progetto Gol”, ovvero come agire sul tema dell’occupazione giovanile nel momento in cui il progetto Gol è giunto al suo compimento naturale. Elena Ugolini (Rete civica), invece, si è detta scettica sul reale impatto delle politiche pubbliche evidenziando come i numeri finali siano modesti e ha chiesto maggiore flessibilità nelle attività che riguardano disabilità. Apprezzamento per l’impegno della Regione è stato espresso da Simona Lembi (Pd) che ha sottolineato l’importanza dell’approccio trasversale delle iniziative attuate e ha ricordato l’importanza di affrontare il tema della casa.

(Luca Molinari)

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