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Pd, Avs, Civici e M5 Stelle: “Salvare i posti di lavoro e la produzione della Elettrolux di Forlì”

A chiederlo è una risoluzione a prima firma Valentina Ancarani (Pd) e sottoscritta anche dai dem Paolo Calvano, Daniele Valbonesi, Francesca Lucchi, da Simona Larghetti (Avs), Vincenzo Paldino (Civici) e Lorenzo Casadei (M5 Stelle).

Difendere i posti della Elettrolux di Forlì, la multinazionale svedese che ha annunciato un pesante piano di ristrutturazione che prevede 1.700 esuberi a livello nazionale, di cui 400 nel capoluogo romagnolo.

A chiederlo è una risoluzione di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle a prima firma Valentina Ancarani (Pd) e sottoscritta anche dai dem Paolo Calvano, Daniele Valbonesi, Francesca Lucchi, da Simona Larghetti (Avs), Vincenzo Paldino (Civici) e Lorenzo Casadei (M5 Stelle).

“Lo scorso 11 maggio la società Electrolux Italia Spa, multinazionale svedese operante nel settore della produzione di elettrodomestici e presente in Italia con cinque stabilimenti produttivi, nel corso di una riunione del Coordinamento nazionale convocata a Venezia, ha presentato un piano di drastico ridimensionamento delle attività produttive italiane, prevedendo la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi (An), che occupa circa 170 lavoratrici e lavoratori, e un forte ridimensionamento dei livelli occupazionali negli stabilimenti di Porcia (Pn), Susegana (Tv), Solaro (Mi) e Forlì (Fv); secondo le prime stime, il piano industriale comporterebbe circa 1.700 esuberi a livello nazionale, pari a quasi il 40% dell’attuale forza lavoro del gruppo in Italia, di cui 400 nello stabilimento di Forlì”, spiegano i firmatari della risoluzione che sottolineano come la scelta della multinazionale comporta di fatto il dimezzamento dell’organico e il forte ridimensionamento della capacità produttiva del sito e come Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e indetto otto ore di sciopero nazionale in data 12 maggio 2026, nei singoli stabilimenti del gruppo.

Da qui la risoluzione per chiedere alla Regione di intervenire sul governo e all’azienda per garanzie concrete rispetto al mantenimento delle produzioni e degli investimenti nello stabilimento di Forlì e a promuovere insieme a parti sociali ed enti locali l’attivazione di tutti gli strumenti di tutela del reddito, delle politiche attive del lavoro e della riqualificazione professionale a favore delle lavoratrici e lavoratori coinvolti.

Allargando l’orizzonte dalla singola crisi aziendale della Elettrolux alla situazione generale dell’industria italiana, i firmatari della risoluzione chiedono che la Regione solleciti il Governo e tutte le istituzioni competenti ad adottare una politica industriale nazionale strutturata e di lungo periodo, che non si limiti alla sola gestione delle emergenze, ma sia in grado di garantire prospettive concrete di rilancio produttivo, tutela occupazionale e salvaguardia industriale per il settore degli elettrodomestici e, più in generale, per il comparto metalmeccanico, fortemente colpito negli ultimi anni dall’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dalla crescente competizione internazionale.

(Luca Molinari)

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