Assumere iniziative di competenza per affrontare la crisi occupazionale causata dalla chiusura dell’Industria chimica reggiana, convocando con urgenza il tavolo di crisi regionale. A chiederlo, con un’interrogazione in commissione, sono le consigliere e i consiglieri del Partito democratico Elena Carletti (prima firmataria), Anna Fornili, Maria Laura Arduini e Andrea Costa.
Nell’atto ispettivo si ripercorre la vicenda dell’azienda “Industria chimica reggiana” (controllata dal gruppo multinazionale statunitense PPG Industries Inc.) che, il 6 febbraio scorso, ha comunicato la decisione unilaterale di dismettere l’attività produttiva del sito di Reggio Emilia. “Contestualmente – spiegano dal Pd – si è aperta la procedura di licenziamento collettivo per 54 lavoratrici e lavoratori, configurando una grave emergenza occupazionale che coinvolge direttamente altrettante famiglie del territorio reggiano”.
“Le motivazioni addotte dall’azienda riguardano il calo dei volumi produttivi e l’obsolescenza degli impianti – vanno avanti le consigliere e i consiglieri – che richiederebbero investimenti ritenuti ‘troppo onerosi’, senza tuttavia che siano stati esplorati percorsi alternativi di rilancio, riconversione o sostegno pubblico-industriale. La chiusura si inserisce in un contesto territoriale già segnato da crisi industriali e perdite occupazionali rilevanti, contribuendo a un ulteriore impoverimento del tessuto manifatturiero della provincia di Reggio Emilia”.
Da qui l’interrogazione alla giunta, affinché vengano attivati strumenti di politica attiva del lavoro, ammortizzatori sociali, percorsi di formazione e riqualificazione per i lavoratori e le lavoratrici coinvolti. Infine, si chiede alla giunta “di farsi promotrice di un’interlocuzione con il Governo nazionale per sollecitare politiche industriali e strumenti straordinari di intervento, anche alla luce delle criticità strutturali che stanno colpendo il comparto manifatturiero del territorio reggiano”.
(Brigida Miranda)



