Imprese lavoro e turismo

Pd: “La Regione monitori la crisi dell’Aeffe di San Giovanni in Marignano a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici”

Parma e Petitti hanno presentato un’interpellanza per chiedere di aprire un tavolo di crisi anche alla luce di oltre 200 licenziamenti annunciati

La giunta si attivi per monitorare l’andamento della crisi di Aeffe Spa di San Giovanni in Marignano (Rimini), dove sono stati annunciati oltre 200 licenziamenti, e per aprire un dialogo con la proprietà, promuovendo l’utilizzo di tutti gli strumenti di sostegno e degli ammortizzatori sociali disponibili e favorendo soluzioni alternative ai licenziamenti in una delle aziende simbolo della “fashion valley” emiliano-romagnola.

Lo chiedono Alice Parma e Emma Petitti (Pd) con un’interpellanza che sollecita l’istituzione di un tavolo di crisi, al fine di verificare il rispetto degli impegni assunti con il Patto per il Lavoro e per il clima, e invita la giunta a farsi portavoce con il governo dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici della filiera della moda del territorio.

“Il 2 ottobre scorso – hanno ricordato le consigliere – il Gruppo Aeffe ha comunicato di aver depositato istanza di accesso alla composizione negoziata della crisi d’impresa (Cnc), con richiesta di attivazione di misure protettive per la difficile congiuntura di gestione del gruppo. In ragione della rilevante incidenza degli oltre 200 esuberi dichiarati, resta indispensabile e non più procrastinabile un confronto di merito sugli strumenti alternativi ai licenziamenti. Nel corso dell’incontro del 19 dicembre 2025, il direttore di Aeffe Spa, ha comunicato che il 78% degli esuberi previsti riguarderebbe lo stabilimento di San Giovanni in Marignano e il restante 22% il polo milanese”.

“La Regione Emilia-Romagna è sempre stata parte attiva, anche attraverso strumenti come il Patto per il Lavoro e per il clima, nelle azioni di sostegno alle aziende localizzate nel territorio, nonché nelle attività di salvaguardia dei posti di lavoro, per tutelare imprese e forza lavoro che rappresentano un valore aggiunto del tessuto economico, imprenditoriale e sociale emiliano-romagnolo”, hanno concluso Parma e Petitti, che interpellano l’esecutivo al fine di tutelare i lavoratori, le lavoratrici e una importante realtà produttiva del territorio.

(Lucia Paci)

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