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“Di lavoro si deve vivere e non morire – 6 storie a fumetti”: in Assemblea l’iniziativa realizzata insieme a Artecittà e alle scuole De Andrè di Bologna

Il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri: “Giusto spiegare a lavoratrici e lavoratori di domani che non è accettabile risparmiare sulla sicurezza”

Sei fumetti, un unico messaggio: non si può morire sul lavoro. “Di lavoro si deve vivere e non morire – 6 storie a fumetti” è una serie di storie a fumetti che raccontano altrettanti casi di morti sul lavoro ispirati dall’attualità: schiacciati da un trattore privo di rollbar, caduti da un’impalcatura per l’assenza delle imbragature, asfissiati dai fumi tossici inalati perché privi di mascherine adeguate, e via così. Storie drammatiche di donne e di uomini, molto spesso stranieri e sfruttati.

I fumetti sono stati presentanti oggi nella sede di Viale Aldo Moro dal presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri all’interno di un’iniziativa promossa dall’Associazione ArteCittà di Bologna in occasione della Giornata Nazionale delle morti sul lavoro, che si celebra il 28 aprile di ogni anno, nell’ambito della triennale collaborazione con Concittadini, il progetto di cittadinanza attiva dell’Assemblea legislativa regionale. Il progetto è stato ideato, promosso e curato dall’Associazione ArteCittà, in collaborazione con la Scuola Media “De André” e la dirigenza scolastica dell’Istituto Comprensivo 18 di Bologna: protagonisti del percorso sono stati gli alunni e le alunne della classe 1 C (attuale 3 C), con il fondamentale contributo delle RLS e RSU delle Officine di Manutenzione Ciclica O.M.C. (ex Ogr) e dei rappresentanti dell’Associazione AFeVA Emilia-Romagna che da anni si batte sul tema dell’amianto.

A fare gli onori di casa è stato il presidente dell’Assemblea Maurizio Fabbri che ha ricordato: “La Regione opera per tutelare la dignità, la sicurezza e i diritti dei lavoratori. Così è scritto nell’articolo 4 dello Statuto regionale dell’Emilia-Romagna, in perfetta armonia con i principi della Costituzione italiana e dell’Unione europea”. Il presidente ha continuato: “Il lavoro deve essere stabile e regolare per assicurare una vita dignitosa, ma anche, e soprattutto, sicuro. Non si tratta di valori negoziabili: risparmiare sulla sicurezza di procedure, macchinari, processi, non vuol dire ridurre le spese, vuol dire mettere al rischio la sopravvivenza di lavoratrici e lavoratori: un rischio che non siamo disposti ad accettare ed è bene spiegarlo alle ragazze e ai ragazzi, lavoratrici e lavoratori di domani”.

Presenti anche il presidente della commissione Sanità Giancarlo Muzzarelli, il presidente della commissione Territorio Paolo Burani e la consigliera Simona Lembi.

Soddisfatta della collaborazione con l’Assemblea legislativa anche Nadia Brandalesi (ArteCittà) per la quale “con questo fumetto, unico nel suo genere, gli studenti hanno messo in scena le tragiche storie di incidenti sul lavoro dovuti al mancato rispetto delle più elementari norme sulla sicurezza: il linguaggio è un po’ naif e vuole rappresentare un modo diretto ed efficace per raggiungere i propri coetanei e sensibilizzarli su fatto che ‘di lavoro si deve vivere e non morire’. Per noi di Artecittà, che abbiamo accompagnato questi fumettisti in erba, è stata un’avventura vivificante, a ulteriore conferma del fatto che l’arte può essere uno strumento di comunicazione potente e coinvolgente”.

Milco Cassani (Afeva) ricorda come “troppe volte sento ipocritamente parlare di morti bianche quando ci si riferisce a donne e uomini che perdono la vita lavorando perché in nome del profitto di pochi ci si dimentica della sicurezza di tanti. Con questo progetto, come già per tutte le iniziative legate alla lotta all’amianto e a sostegno della storia dell’Ogr, siamo felice di riscontrare una grande sensibilità da parte della Presidenza dell’Assemblea legislativa”.

I numeri

L’importanza dell’impegno sul tema della sicurezza sul lavoro trova conferma nei numeri: nel 2026, l’Emilia-Romagna ha registrato un numero significativo di morti sul lavoro, con 6 vittime denunciate nei primi due mesi dell’anno. Questo rappresenta un aumento rispetto allo stesso periodo del 2025, con un totale di 11.924 infortuni denunciati. La fascia di età media degli infortuni è prevalente tra i 41 e i 65 anni, con un aumento di infortuni che coinvolgono anche lavoratori ultrasessantacinquenni e minori di 14 anni. I settori maggiormente coinvolti sono quelli dell’industria e dei servizi.

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