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LAVORO. SÌ ALLA RISOLUZIONE SUGLI ATTI EUROPEI PER LA FORMAZIONE: PIÙ ATTENZIONE ALLE DIFFERENZE DI GENERE

Approvato anche un emendamento Bertani (M5s) per “tutelare le persone in condizioni di svantaggio”

Parere positivo della commissione Bilancio, affari generali ed istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli, alla bozza di risoluzione sulla comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul provvedimento Una nuova Agenda per le competenze per l’Europa – Lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l’occupabilità e la competitività e sulle proposte di raccomandazione del Consiglio sull’istituzione di una garanzia per le competenze e sul quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente. Il parere ha ricevuto il sì di Pd e Sel, mentre Ln e M5s hanno scelto di astenersi.

Con riferimento all’Agenda per le nuove competenze per l’Europa, si evidenzia l’assunto “le competenze portano all’occupabilità e alla prosperità”, si evidenzia poi che le linee di intervento e le priorità sono “correttamente declinate in funzione della necessità di un’azione congiunta che guarda alla tutela diritti di tutti i cittadini”. Si segnala inoltre che “l’investimento in competenze rappresenta il driver anche delle politiche regionali”.

Sull’istituzione di una garanzia per le competenze si sostiene la promozione di “iniziative volte aggiornare e accrescere le competenze di base”, affinché possano essere “validabili e certificabili”. È inoltre presente la raccomandazione “di disporre di una offerta formativa flessibile che consenta a coloro che hanno abbandonato l’istruzione e la formazione formale, l’acquisizione di adeguati livelli di competenze di base”.

Infine, sul quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, si evidenzia che “la Regione nel 2010, su base volontaria e per agevolare la riconoscibilità dei propri titoli a livello europeo, ha svolto un lavoro di referenziazione del proprio quadro regionale rispetto all’EQF”. Inoltre, si sottolinea “che l’esperienza regionale maturata nell’ambito della cooperazione internazionale con paesi in via di sviluppo interessati ad adottare il modello emiliano romagnolo e il quadro regionale delle qualifiche (inteso come sistema di standard professionali e di certificazione) ha consentito di verificare concretamente la praticabilità e l’efficacia di questo approccio a favore delle persone, ma anche delle imprese italiane che operano in quei paesi, offrendo spunti interessanti di riflessione e approfondimento anche per ulteriori iniziative future”.

Approvati due emendamenti a firma Roberta Mori e Roberto Poli del Pd per rimarcare la parità dei ruoli: “Prevenire la fragilità occupazionale ed economica delle donne e promuovere la mobilità sociale, contrastando al tempo stesso stereotipi di genere”.

Accolto anche uno dei quattro emendamenti presentati da Andrea Bertani (M5s) attraverso il quale si chiede di “tutelare le persone in condizioni di svantaggio”.

Per Stefano Bargi (Ln) occorre “finalizzare l’attività formativa alle esigenze del mercato del lavoro territoriale”.

Infine, Giuseppe Boschini (Pd) ha sintetizzato il tema centrale del provvedimento: “Se vogliamo affrontare il problema della disoccupazione mettiamo al centro la questione delle competenze, a partire dai percorsi scolastici”.

(Cristian Casali)

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