La Regione Emilia-Romagna chiarisca i propri rapporti con i centri sociali Labas (Laboratori di assalto) e Tpo (Teatro polivalente occupato) e l’associazione Giovani palestinesi e se gli stessi abbiano percepito finanziamenti regionali o qualunque altra forma di agevolazione o di beneficio economico a qualsiasi titolo, anche quali partecipanti all’interno di consorzi o di associazioni temporanee, per la partecipazione a bandi.
Elena Ugolini (Rete Civica) interroga la giunta per sapere se le organizzazioni sono state inserite in liste o tavoli regionali di consultazione e confronto e, in caso affermativo, se ne ritiene compatibili le condotte con la permanenza e l’attribuzione di contributi.
“Il 21 novembre gruppi cosiddetti Pro-pal hanno tentato di bloccare l’incontro di pallacanestro Virtus-Maccabi, in corso al palazzetto dello sport e tra i promotori vi erano i centri sociali Labas e Tpo, nonché l’associazione Giovani palestinesi. La violenza, come metodo di espressione del pensiero o del dissenso, o come strumento di azione politica, è – spiega Ugolini – moralmente inaccettabile e incompatibile con i principi democratici che fondano il nostro Stato. Gli organizzatori dei cortei o delle manifestazioni devono adottare tutte le precauzioni possibili affinché episodi di violenza non debbano verificarsi. Chi si non si dissocia in modo chiaro ed inequivocabile ne diventa moralmente complice. Qualunque associazione o ente adotti metodi violenti non può godere in nessun modo di alcuna agevolazione pubblica”.
Per questi motivi Ugolini ha presentato l’atto ispettivo per sapere “se la regione Emilia-Romagna o realtà collegate (ad esempio Ausl) abbiano concesso il patrocinio a iniziative organizzate dai centri sociali Labas e Tpo o dall’associazione Giovani palestinesi e se le abbiano pubblicizzate attraverso i propri canali istituzionali di comunicazione”.
(Lucia Paci)



