Ordine pubblico e sicurezza sono temi di competenza statale: non servono nuove leggi regionali in materia di equipaggiamenti e organizzazione della polizia locale. Con queste motivazione l’Assemblea legislativa ha ribadito la propria contrarietà al progetto di legge di Fratelli d’Italia sulla polizia locale già respinto nei giorni scorsi dalla commissione Bilancio. L’Assemblea, infatti, ha approvato, a norma di regolamento, un ordine del giorno a prima firma Fabrizio Castellari (Pd) che ha stabilito il non passaggio in discussione del pdl di Fratelli d’Italia.
Il centrosinistra ha respinto la proposta perché tratta di argomenti di competenza del governo centrale o già previsti dalla legislazione regionale vigente, sottolineando come negli ultimi tre anni, con in carica il governo presieduto da Giorgia Meloni, i reati siano aumentati. Tesi respinta al mittente da FdI che ha ribadito la bontà della propria proposta di legge, sostenendo che il voto contrario del centrosinistra abbia fatto perdere alla Regione Emilia-Romagna un’occasione per garantire maggiormente la sicurezza dei cittadini.
Il disegno di legge, primo firmatario Ferdinando Pulitanò (FdI), fra le altre cose, chiedeva di dotare gli agenti di taser e altri strumenti di autodifesa come guanti anti-taglio, spray irritante e bastoni estensibili, oltre che prevedere una tutela legale anche attraverso l’istituzione di un fondo regionale destinato a coprire le spese legali sostenute dagli enti locali per la difesa degli operatori di polizia locale.
Il dibattito
“Le nostre città sono troppo spesso oggetto di roboanti annunci di progetti di riqualificazione urbana, ma in realtà la tutela della sicurezza dei cittadini parte proprio dall’attività della polizia locale che, rispetto ad alcuni anni fa, è chiamata a fare più attività a tutela della sicurezza dei cittadini”, spiega Pulitanò (FdI) per il quale “con questo progetto di legge vogliamo tutelare e aiutare gli agenti della polizia locale. Vogliamo un fondo per tutelare gli agenti anche sul piano legale. Ricordo che l’idea di dotare le forze dell’ordine di taser nasce quando al governo c’era il centrosinistra ed è condivisa anche da amministrazioni locali di centrosinistra. Anche se la maggioranza di centrosinistra in commissione Bilancio ha bocciato la nostra proposta noi non rinunciamo a porre il tema della sicurezza come prioritario, a partire dalla valorizzazione della polizia locale. La sicurezza non è un vezzo vetero-borghese, ma un tema da risolvere”.
Fabrizio Castellari (Pd), illustrando l’ordine del giorno che chiede di non passare all’esame dell’articolato, ha ribadito le ragioni per cui la proposta di FdI non è ritenuta accoglibile: “Per quanto riguarda gli strumenti di autotutela, è già nelle facoltà degli enti locali disporne la sperimentazione. Il taser è un’arma a impulsi elettrici: va bene il principio di garantire la sicurezza degli operatori ma ci sono sperimentazioni ed esiti sotto gli occhi di tutti. Le proposte contenute in questo progetto di legge sono modeste per un obiettivo importante come la sicurezza, confondono le competenze dei diversi livelli istituzionali e mettono in campo proposte che hanno già trovato pareri contrari. Noi vogliamo promuovere la sicurezza realmente e non ci basta una narrazione sul tema”.
Per Marta Evangelisti (FdI) “si sta perpetrando un metodo di governo non consono a quest’Aula. Decidere di non affrontare un tema attuale come la sicurezza è un fatto grave. Questo progetto di legge è passato dall’ufficio legislativo della Regione e a nostro avviso non ha i vizi di legittimità rappresentati. Quando i temi sono scomodi non ci si sottrae al confronto e all’esercizio democratico. La maggioranza di questa Regione rimette il confronto alle commissioni e decide di non confrontarsi pubblicamente. Questa Regione si è data degli impegni e nelle linee programmatiche proprio il presidente aveva parlato di sicurezza urbana ma poi la maggioranza sta prendendo una posizione diversa. Negare strumenti agli operatori significa svuotare il contenuto di sicurezza integrata”.
Giancarlo Tagliaferri (FdI) sottolinea: “I reati sono aumentati anche in Emilia-Romagna, che si colloca nel gruppo delle regioni più esposte. A Piacenza il problema è diffuso e affrontare la sicurezza solo per le emergenze significa inseguire i problemi invece che affrontarli. Ogni livello del sistema deve essere solido, a partire dalla polizia locale che è il primo presidio dei territori. C’è poi il tema del welfare della categoria che occorre per rendere sostenibile un servizio delicato e ad alta esposizione. Il pdl non è ideologico ma un tentativo serio di garantire sicurezza”.
“Oggi il centrosinistra ha deciso di non decidere su un tema importante come quello della sicurezza: il centrosinistra ne parla in maniera propagandistica per attaccare il governo, mentre si dovrebbe affrontare il tema come fa questa proposta di legge”, spiega Pietro Vignali (FI).
“Non siamo contrari per partito preso, ma il nostro no deriva da dati e dalla realtà: noi non condividiamo un pdl che introdurrebbe cose ridondanti e alcune delle quali già presenti nella nostra legislazione regionale. La proposta di FdI rischia solo di appesantire le norme per la sicurezza. Se davvero si vuole aumentare la sicurezza dei cittadini si deve agire a livello nazionale aumentando le risorse per le forze dell’ordine. E’ arrivato il momento che il governo faccia la propria parte”, spiega Maria Costi (Pd).
“Ringrazio il collega Pulitanò per aver posto questo tema: il taser è già in uso in Paesi democratici come la Francia e la Germania, non capisco proprio le battaglie del centrosinistra. Dobbiamo potenziare l’attività di educazione per gli agenti della polizia locale. Il governo sta facendo la propria parte”, spiega Tommaso Fiazza (Lega) che invita a seguire il modello di attività interforze tra polizia locale e altre forze dell’ordine che da tempo fa la Regione Lombardia.
Priamo Bocchi (FdI) ricorda come “anche il governatore de Pascale in campagna elettorale si era espresso favorevolmente sul dare nuovo impulso ai corpi di polizia locale. Il tema della sicurezza, che i cittadini sentono sulla propria pelle, meritava di essere affrontato in quest’Aula. Parma, per fare un esempio, è l’unica provincia dove non esiste la camera di sicurezza nella sede della polizia locale ed è stato sciolto il Nucleo investigativo. Con la discussione del pdl c’era la possibilità di intervenire in un ambito che presenta emergenze. Sono gli stessi agenti che richiedono le dovute tutele”.
Per Elena Ugolini (Rete civica) “chi difende la popolazione si trova spesso ad affrontare difficoltà enormi e le proposte di questo pdl avrebbero aiutato e valorizzato i quasi 4mila agenti impegnati per garantire la sicurezza delle nostre città. Perché le nostre strade siano sicure occorre partire dalla valorizzazione della polizia locale. La presenza delle forze dell’ordine è la modalità migliore per disincentivare i reati. Chiedo alla giunta e al presidente de Pascale di rafforzare gli strumenti economici, giuridici e di difesa per essere presenti sul territorio”.
Paolo Calvano (Pd) commenta: “Quando un progetto di legge viene bocciato in commissione, è previsto che attraverso un odg si decida di non passare all’esame dell’articolato. Le ragioni di questo pdl partono dal presupposto che in questo paese c’è bisogno di più sicurezza. Per tre anni la presidente del consiglio ha dichiarato che la maggior parte dei problemi di sicurezza del Paese erano stati risolti. Evidentemente ci sono stati degli errori nelle scelte messe in campo. Non c’è stata nessuna forza politica capace di riformare la legge della polizia locale ferma da 40 anni”.
Vincenzo Paldino (Civici) critica il governo per la gestione della sicurezza, sottolineando come negli ultimi anni, con Meloni al governo, l’insicurezza dei cittadini è cresciuta. “Bisogna sostenere le forze dell’ordine con politiche nazionali, ma in questi tre anni di governo di centrodestra, non c’è stato nessun aumento di stipendio per le donne e gli uomini delle forze dell’ordine. Nel corso della campagna delle ultime elezioni politiche del 2022 la destra chiese i voti sul tema della sicurezza, ma non ha fatto nulla e i cittadini se ne sono accorti. Bisogna investire sulla sicurezza a partire dalla coesione sociale”.
Per Alessandro Aragona (FdI) “come hanno detto i colleghi Evangelisti e Pulitanò, ci si aspettava che questo progetto di legge venisse non dico condiviso, ma dibattuto e invece la maggioranza ha deciso di non farlo discutere: discutere sarebbe stata una cosa degna dell’Aula dell’Assemblea legislativa e del mandato che ci hanno dato gli elettori. Non si discute perché il tema sicurezza tema imbarazzo nel centrosinistra”.
Per Luca Pestelli (FdI) “la maggioranza di centrosinistra non ha il coraggio di affrontare questo tema, noi vogliamo tutelare i cittadini e la sicurezza. Quando sento esponenti di centrosinistra dare motivazioni giuridiche su questo tema dico che una Regione che è stata commissariata sul tema scuola non può dare lezioni di diritto”.
“Per noi la sicurezza è una priorità, per altri evidentemente non lo è. Stiamo discutendo un pdl che propone un miglior equipaggiamento e migliori strumenti per la polizia locale, per il mantenimento della sicurezza. Non approvarlo è un’occasione persa. Il governo sta colmando il totale disinteresse degli anni passati nei confronti delle forze dell’ordine. I problemi di sicurezza dipendono anche da una situazione ereditata come gli ingressi incontrollati nel nostro paese: è un dato di fatto che la maggior parte dei reati sia commessa da stranieri” commenta Alberto Ferrero (FdI).
Per Paolo Trande (Avs) “la proposta di FdI è la certificazione del fallimento del governo sul tema della sicurezza. Si cerca di spostare il focus delle responsabilità del governo nazionale sul livello locale. I reati di strada sono aumentati del 5,5% negli ultimi due anni. Chi ha costruito la fortuna sulle paure relative alla sicurezza, dopo tre anni di governo dimostra incapacità. L’aumento dei reati è legato a un peggioramento delle condizioni economiche e sociali del Paese. La sicurezza è qualcosa di più articolato e bisogna partire dagli organici e dagli stipendi delle forze dell’ordine”.
Fausto Gianella (FdI) sottolinea: “Tutela legale e migliori strumenti di difesa per la polizia locale non sono una proposta ‘modesta’ come hanno dichiarato dalla maggioranza. Le nostre città sono cambiate e anche il tipo di servizio prestato dalla polizia locale è cambiato. Gli operatori devono essere messi in sicurezza per difendersi e per difendersi servono gli strumenti. Questa legge avrebbe posto delle basi per mettere in sicurezza gli operatori sia dal punto di vista personale che legale. La maggioranza dimostra di non affrontare il confronto”.
Per Nicola Marcello (FdI) “dobbiamo affrontare il tema dei femminicidi che sono aumentati e che vanno contrastati. In questi anni ci sono state assunzioni nelle forze dell’ordine italiana e ne sono previste ancora nei prossimi anni. Prima di accusare il governo e dire che l’insicurezza è arrivata a livelli alti bisogna tenere presente questi numeri”.
“E’ grazie a FdI se si parla dei temi della sicurezza e se, in un’Assemblea che non sta approvando molte leggi, possiamo parlare del nostro lavoro legislativo”, spiega Annalisa Arletti (FdI) che ricorda come “il nostro pdl è coraggioso: dobbiamo cambiare visione sul tema sicurezza, avere una visione ampia e lungimirante perché dobbiamo fare scelte nuove. Non c’è libertà se non c’è sicurezza. E in questo caso il primo presidio sul territorio è la polizia locale. Come abbiamo visto nel corso dell’audizione avvenuta in commissione Bilancio anche i sindacati della polizia locale sono d’accordo con questo progetto di legge”.
Per Lorenzo Casadei (M5s) “sappiamo distinguere bene i problemi di sicurezza con la propaganda del governo e della destra: il pdl di FdI dà una chiara idea di cosa sia per la destra la sicurezza: repressione, manganelli, taser. E invece la realtà è un’altra: dopo tre anni di governo la sicurezza dei cittadini è calata, è questa la verità. Poi la destra sta solo cercando qualcuno a cui dare la colpa: la sinistra, Conte, de Pascale, ma la verità è che gli italiani sono più insicuri. Bisogna puntare sulla prevenzione: siamo dalla parte delle forze dell’ordine, ma siamo contro a ogni abuso da parte delle forze dell’ordine, perché nella storia italiana di abusi ce ne sono stati. La destra vuole trasformare la paura in politica, noi siamo contrari a questa modello di società che sta alla base di questo progetto di legge”.
(Lucia Paci e Luca Molinari)



