La Regione Emilia-Romagna dovrebbe costituire un “Osservatorio regionale per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa” che abbia il compito di “analizzare lo stato della presenza mafiosa nel territorio regionale e il suo grado di influenza sulle iniziative pubbliche e private”, “elaborare e proporre azioni idonee a rafforzare gli interventi di prevenzione e contrasto, con particolare attenzione alla trasparenza nell’azione amministrative”, e infine “promuovere la trasparenza, che può fungere da stimolo per la creazione di una rete stabilmente organizzata”.
A chiederlo sono Giulia Gibertoni e Silvia Piccinini (M5s) in una interrogazione alla Giunta in cui domandano all’esecutivo regionale “con quali misure e con quali strumenti intenda intervenire, anche in assenza del suddetto Osservatorio, per svolgere l’indispensabile raccolta e analisi di documentazione sulla presenza nel territorio regionale di criminalità organizzata e sulle iniziative pubbliche e private intraprese per contrastarla”.
Le due consigliere citano a proposito “alcuni dei fenomeni più evidenti” registrati negli ultimi mesi, “dalle intimidazioni che una parlamentare del Movimento 5 Stelle ha ricevuto da parte di persone vicine alla ‘ndrina dei Grandi Aracri all’operazione di questa mattina che ha portato all’arresto di 117 persone in più province dell’Emilia” fino alle minacce ricevute dal sindaco di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, per la sua opposizione a un progetto edilizio, vicenda, quest’ultima, che secondo Gibertoni e Piccinini ha “numerose assonanze con i fatti di mafia che avvengono sui territori tradizionalmente esposti ad infiltrazioni”.


