Le casse di laminazione a fianco del corso d’acqua fra Montecchio Emilia e Sant’Ilario d’Enza sono al centro di un’interrogazione di un consigliere di Sinistra italiana. Dopo la rottura degli argini del fiume Enza con la conseguente inondazione di Lentigione lo scorso dicembre, il consigliere vuole fare luce sulle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzate da Aipo all’interno delle casse di espansione dal 2003 ad oggi, chiarendo anche tempi ed importi economici. I tecnici di Aipo avrebbero infatti garantito il funzionamento delle casse, costruite dal 1983 al 2003 in 13 stralci successivi, dichiarando che “si riempiono in automatico in caso di piene con un tempo di ritorno di 200 anni”, “che sono provviste di collaudo funzionale e statico”, e che “non sono previste prove di invaso come da protocollo del 2015”.
Tuttavia, fa notare il consigliere, sembrerebbe, anche da quanto riportato sulla stampa, che “nelle casse di espansione non sarebbero mai state effettuate prove sperimentali di invaso per collaudare la funzionalità, anche se tali prove erano previste a breve secondo un documento di Aipo aggiornato al 15 giugno 2010”. Sinistra italiana chiede quindi alla Regione di fare chiarezza sull’episodio e, nel caso le prove siano state effettivamente svolte, se sia stata stilata una relazione sui risultati.
Inoltre emergerebbe anche da documentazione fotografica che “la vasca si sia col tempo quasi interamente interrata, tanto da individuare a fatica il muro perimetrale”, senza contare “la crescita di un’abbondante vegetazione spontanea, indice di un’inadeguata manutenzione”. Il consigliere chiede quindi se la Regione sia mai intervenuta per finanziare, anche parzialmente, interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria delle casse.
(Francesca Mezzadri)



