I saluti istituzionali sono stati svolti dalla presidente della commissione Scuola Maria Costi, dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza Claudia Giudici e da Nicoletta Grassi, presidente del Comitato Unicef Regione Emilia-Romagna. Le conclusioni, invece, a cura dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, mentre a moderare è stato Stefano Rimini, Social Policy Advisor Unicef.
Tra gli interventi degli esperti, raccolti sotto il titolo “Le infanzie nei territori”, ci sono stati quelli di Mirella Borghi, presidente del Comitato Unicef Ravenna, e di Enrico Al Mureden, docente di Diritto civile all’Università di Bologna, mentre la presidente del Comitato Unicef Forlì-Cesena Chiara Morale ha parlato della “povertà educativa” e Isotta Cortesi, presidente del Comitato Unicef Parma, di su bullismo e cyberbullismo.
Elvis Mazzoni, docente di Psicologia scolastica e di comunità all’Università di Bologna, invece ha posto l’attenzione sugli effetti nella relazione genitoriale nella sfera del digitale e Lucio Melandri, coordinatore emergenze Unicef, ha allargato la riflessione fino a rivolgere “Uno sguardo al mondo”.
Cos’è la ratifica della Convenzione ONU
La ratifica della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è l’atto giuridico formale con cui uno Stato, tra cui l’Italia il 27 maggio 1991 (legge n. 176), accetta di rispettare e applicare i diritti fondamentali dei minori sanciti dal trattato internazionale adottato a New York il 20 novembre 1989. Impegna il governo a tutelare i minori attraverso leggi, politiche e istituzioni adeguate. La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (adottata nel 1989) è il più importante trattato internazionale che riconosce bambini e adolescenti (sotto i 18 anni) come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.
(Irene Gulminelli)



