La chiusura entro la fine dell’anno del campo nomadi della comunità sinta di via Erbosa, nel quartiere Navile di Bologna, annunciata negli ultimi giorni dal Comune, e, in sua sostituzione, la realizzazione di tre microaree grazie ai contributi stanziati con l’entrata in vigore della legge regionale 11/2015 “Norme per l’inclusione sociale di Rom e Sinti“, sono al centro di un’interrogazione di Galeazzo Bignami (Fi).
Il consigliere riferisce che nell’attuale campo nomadi vivono 21 famiglie, per un totale di 56 persone di cui 43 adulti e 13 minori: a queste famiglie- spiega- sarà chiesto di sottoscrivere un “Patto di adesione” e di esprimere una sorta di preferenza per un alloggio Erp. In ognuna delle tre microaree che sorgeranno nel medesimo quartiere- aggiunge-, si trasferiranno 15 persone.
Per il “superamento” del campo di via Erbosa- segnala Bignami- serviranno 405.000 euro di cui 85.000 messi a disposizione dal Comune e i restanti coperti dalla Regione. Il Comune avrebbe dichiarato- evidenzia ancora il consigliere- che tutti gli interventi di transizione abitativa saranno accompagnati da azioni di inserimento lavorativo, supporto alla frequenza scolastica, contrasto all’abbandono degli studi dopo le scuole medie, e rileva che “le microaree saranno soggette a canone di locazione che sarà rapportato alla capacità contributiva delle famiglie, che dovranno sostenere anche le spese per le utenze e quelle di gestione ordinaria e straordinaria”. Ma “l’esperienza delle microaree attive sul territorio modenese già da otto anni- stigmatizza l’esponente di Fi- sembra aver fatto emergere problemi legati proprio alla corresponsione delle somme dovute per la locazione e le utenze, oltre al tema della mancata manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree”.
Bignami chiede quindi alla Giunta se non ritenga che le modalità di superamento del campo, con l’individuazione di una sorta di “corsia preferenziale” per i suoi abitanti per l’assegnazione di un alloggio popolare, possano generare potenziali disparità di trattamento con le persone che da anni sono in graduatoria Erp.
Il consigliere vuole anche sapere se, nell’assegnare queste microaree con particolari agevolazioni, si sia tenuto conto della reale situazione economica delle famiglie residenti in via Erbosa e se non si ritenga che parametrare il canone di locazione in base alla capacità contributiva possa comportare la mancata corresponsione del canone nel caso in cui le famiglie dovessero risultare indigenti, con la conseguenza che le microaree potrebbero diventare ancora una volta aree di degrado, di povertà e di ghettizzazione.
Altre richieste: se nel “Patto di adesione” siano contenute anche disposizioni circa eventuali sanzioni o revoca della concessione dell’area in caso di mancata corresponsione del canone di locazione o di mancata manutenzione e se la Regione, per quanto di competenza, intenda varare specifiche linee guida per l’adozione di regolamenti comunali finalizzati a responsabilizzare chi sarà trasferito nelle microaree attraverso meccanismi sanzionatori.
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