Un progetto di legge regionale per il superamento dei campi nomadi. È il testo firmato da Tommaso Foti (FdI) che modifica le ‘Norme per le minoranze nomadi in Emilia-Romagna’ (L.r. 47/1988 e successive modifiche) proponendo l’abrogazione integrale di una serie di articoli del testo vigente che riguardano le aree di sosta, comprese quelle a destinazione speciale, e le aree di transito dei nomadi (art. dal 4 al 7 e dal 15 al 17) oltre a introdurre alcune altre conseguenti modifiche in ulteriori commi.
“Sorte con l’obiettivo di accogliere temporaneamente persone in transito risulta oggi evidente – sostiene Foti – che le strutture abitative presenti nei campi non sono in grado di rispondere alle esigenze di famiglie che hanno sempre vissuto in modo stanziale e divengono luoghi di degrado violenza e soprusi.”. E tra l’altro la stessa norma regionale (art. 9) invita i Comuni ad adottare “iniziative per favorire l’accesso alla casa dei nomadi che la richiedono”.
In proposito, il consigliere segnala che negli ultimi anni in Emilia-Romagna molti Comuni hanno scelto di effettuare trasferimenti delle persone ospitate nei campi in alloggi di edilizia residenziale pubblica o privata. I dati – si legge nella relazione che accompagna la progetto di legge – indicano “lo sforzo delle amministrazioni locali volto ad aiutare, dove possibile, forme di integrazione abitativa dei nuclei, unito ad un accompagnamento sociale per l’inserimento”. La stessa Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti elaborata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (in attuazione della Comunicazione della Commissione europea n.173/2011) riconosce tra le “buone prassi” alcuni progetti specifici, avviati proprio in Emilia-Romagna, particolarmente a Reggio Emilia, Bologna e Modena, per il superamento dei campi. “Il progetto di legge proposto – conclude Foti – va quindi in tale direzione”.
(is)


