Parità, diritti e partecipazione

Parità. Commissione rimanda il voto sul progetto di legge sulle violenze per orientamento sessuale

Polemiche per l’emendamento di alcuni consiglieri dem che fa riferimento alla maternità surrogata, firmato anche dalle opposizioni. M5s: “Testo massacrato”. Si: “Fate un passo indietro”

La commissione Parità, dopo lunga discussione generale sul progetto di legge contro le discriminazioni di genere e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e sui numerosi emendamenti presentati, ha aggiornato alla prossima seduta la votazione dell’articolato. La proposta del Movimento Cinque Stelle di provare a inserire il progetto di legge nell’ordine del giorno delle sedute d’Aula previste la prossima settimana, non è stata accolta. “Vista la fretta con cui la proposta di legge è stata portata oggi in commissione- hanno sottolineato i pentastellati- pensavamo che si andasse in aula il 16 aprile. Se così non sarà, avremmo potuto prenderci tutto il tempo per esaminare il testo, visto che è arrivato all’esame finale peggiorato. Invece, il Pd, per questioni interne, ci ha messo fretta, peraltro prendendo a  picconate la legge con emendamenti peggiorativi e giudizi morali su temi, come la gravidanza surrogata, sui quali la Regione non ha competenze e che nulla c’entrano con l’omofobia. Si è voluto usare il tema dell’omotransfobia per meri interessi politici”.

Il riferimento dei 5 stelle è a un emendamento di alcuni consiglieri dem, con cui si chiede di aggiungere un articolo al progetto di legge per “prevenire e sostenere il contrasto, nell’ambito delle proprie competenze, di ogni forma di sfruttamento della donna e violazione della dignità della persona, con particolare riferimento a violenza sessuale, abuso di minori e sfruttamento della prostituzione, stalking, surrogazione di maternità“. Nello stesso emendamento, inoltre, si chiede che la Regione “non conceda contributi ad associazioni, anche se regolarmente iscritte nei registri regionali, che nello svolgimento delle proprie attività ledano la dignità della donna e delle persone“. Emendamento a cui si sono aggiunte anche le firme di Fratelli d’Italia, Misto-Mns, Lega nord e Forza Italia.

“Il testo- ha spiegato Fdi – esce fortemente migliorato rispetto alla stesura iniziale. Ritengo, ad esempio, apprezzabile l’eliminazione del termine ‘omotransnegatività’ dal titolo della legge”. Anche se dal gruppo Pd, che ha presentato l’emendamento abrogativo, i consiglieri precisano: “I valori che ispirano le idee delle opposizioni sono agli antipodi rispetto ai nostri; pertanto, l’adesione dei consiglieri delle opposizioni ai nostri emendamenti non è affatto gradita”.

Secondo Sinistra italiana “il testo iniziale era un buon punto di partenza” che gli emendamenti hanno alterato, creando scontento. “Nessuno degli emendamenti presentati dalla relatrice di maggioranza- ha puntualizzato un consigliere- rappresenta la coalizione di maggioranza, ma solamente il Pd. Questa legge poteva essere un passo avanti importante, ma quando ci si trova di fronte a un emendamento presentato dal Pd e apprezzato da Fratelli d’Italia, io penso ci sia un problema. Noi non abbiamo presentato emendamenti: ne presenteremo tanti in Aula per modificare un testo che era equilibrato e che ora non lo è più. Invito il Pd a fermarsi- ha proseguito l’esponente di Si-, perché certe volte è meglio prendersi una settimana in più e guardare l’interesse generale. C’è tempo per tornare indietro”. Ma i dem restano convinti: “Aver avviato l’iter della legge è un modo per combattere le discriminazioni, visto che il problema esiste e in questi mesi si sono manifestati atteggiamenti politici che non aiutano a eliminarle. Chi fa commenti, anche alcuni esponenti Pd che guardano da fuori quello che facciamo qui dentro, deve avere rispetto della discussione in atto”. Ma secondo la Lega nord “è in atto un tentativo, da parte della maggioranza, di accaparrarsi un bacino di voti e portare avanti una battaglia per meri fini elettorali nascondendosi dietro la maschera del contrasto alle discriminazioni”.

I presentatori del contestato emendamento a firma Pd, hanno voluto precisare come “nel promuovere una legge di questo tipo, intendiamo chiarire che nell’affermare il perimetro dei diritti individuali, nello spirito della Costituzione, va sempre salvaguardata la dignità delle persone coinvolte. Il nostro emendamento (n. 24) elenca alcuni fenomeni che crediamo sia importante prevenire e contrastare. Fenomeni che sono diversi tra loro, ma che sono accomunati dalla violazione della dignità della persona e tutti costituiscono reato. Non è eccesso di zelo. C’è chi ritiene che la maternità surrogata sia una strada percorribile nell’ambito dell’affermazione di prerogative individuali ritenute diritti, ma con questo emendamento chiariamo che questa legge intende combattere le discriminazioni, ma non fino al punto di sfruttare il corpo femminile”.

Infine, la relatrice di maggioranza ha voluto precisare come “ci sia assoluto bisogno di una legge che combatta le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, che affermi e promuova il diritto alla realizzazione personale, in questo senso alla felicità, di persone che subiscono dileggio, angherie, aggressioni e che noi vogliamo non siano più costrette o indotte a nascondersi. Quando poi ho proposto modifiche in commissione, non ne ho ricevute altre di formali e non si è voluto nemmeno costituire l’intergruppo per un confronto bipartisan”. Per quanto riguarda il titolo (il nome originale, progetto di legge contro l’omotransnegatività è stato modificato, ndr) non c’è stato alcun passo indietro. Inoltre, l’obiettivo della legge è sostenere le progettualità promosse a tutto campo per i diritti Lgbt, in particolare dalle associazioni che con competenza e da tempo lavorano su questi temi, nonché rafforzare l’adeguatezza del sistema pubblico a farsi carico delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere con efficacia. Avanti su un lavoro serio che consegni alla cittadinanza uno strumento efficace”.

(Margherita Giacchi)

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