Governo locale e legalità

Parma, Vignali (FI): “Fattoria degli orrori, verificare eventuali illeciti”

Se un soggetto non iscritto al RUNTS si presenta come Associazione di Promozione Sociale (APS) e raccoglie fondi, ricorda il capogruppo, si possono configurare illeciti

Fattoria degli orrori, verificare il corretto utilizzo della denominazione APS – Associazione di Promozione Sociale.

Una fattoria nel territorio di Parma, attiva nell’ospitare animali in difficoltà e nell’organizzare attività educative per bambini, oggetto di sequestri e indagini a seguito del ritrovamento di animali maltrattati e deceduti in circostanze gravi e preoccupanti, è al centro dell’interrogazione alla Regione di Pietro Vignali (FI).

Il consigliere evidenzia che da accertamenti effettuati “emerge che la struttura risulterebbe riconducibile a un’impresa individuale a scopo di lucro e non a un ente del Terzo Settore, come invece dichiarato sui propri canali social dove si sarebbe presentata come APS – Associazione di Promozione Sociale”.

Se un soggetto non iscritto al RUNTS (Registro nazionale Terzo settore) si presenta come APS e raccoglie fondi, ricorda il consigliere, “si possono configurare illeciti di tipo amministrativo, fiscale e penale, pubblicità ingannevole e truffa, specie se le donazioni sono state richieste facendo credere che si trattasse di un ente privo di scopo di lucro”.

“La raccolta fondi basata su una qualifica non posseduta potrebbe configurare un grave danno per i cittadini e per le associazioni realmente impegnate in attività sociali e di tutela animale – sottolinea Vignali – per il quale la mancata rilevazione delle anomalie, nel corso degli anni, da parte degli organi di controllo, merita approfondimento”.

In definitiva, il capogruppo di FI, nell’atto ispettivo, chiede “se la struttura sia iscritta nel RUNTS e quali controlli l’AUSL di Parma abbia effettuato negli anni”. Inoltre, chiede di tutelare i cittadini donatori, “valutando la possibilità di attivare, tramite i propri uffici, azioni per ottenere la restituzione delle somme se indebitamente raccolte” e di “valutare la sospensione o il divieto, nei confronti dei titolari della struttura, di accudire ulteriormente animali al fine di prevenire ulteriori episodi di maltrattamento”.

(Giorgia Tisselli)

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