L’Assemblea legislativa regionale ha approvato a maggioranza, Pd e Sel, (astenuti Ln, M5s, Fi e Fli) il programma di iniziative per la partecipazione della Giunta regionale per il 2015 e la relazione annuale per il 2014, come previsto dalla legge regionale in materia (L.r. 3/2010).
A cinque anni dall’entrata in vigore della norma, prima del suo genere introdotta in Italia nelle legislazioni regionali, la relazione evidenzia che la partecipazione in Emilia-Romagna è un fenomeno diffuso al punto che “il sostegno regionale incentiva gli enti promotori ma non appare determinante per la concreta attuazione di forme di coinvolgimento dei cittadini alle decisioni pubbliche”.
Dal 2012 al 2014 si contano complessivamente 178 processi avviati a prescindere dal contributo o dalla certificazione del Tecnico di garanzia della partecipazione. Sono invece 53 i progetti finanziati con contributi regionali, pari a circa il 20% del totale. Nello stesso triennio sono stati in tutto 164 i progetti che hanno ottenuto la certificazione del Tecnico di garanzia.
Solo nel 2014 i progetti finanziati dai bandi di Giunta e Assemblea legislativa sono stati 12 (su 88 presentati), mentre sono 53 quelli attivati indipendentemente da qualunque riferimento a forme di sostegno regionale.
In sede di discussione, è stata critica Giulia Gibertoni (M5s) che ha annunciato un voto di “speranzosa astensione”, auspicando “modifiche alla norma e un cambio di rotta affinché la partecipazione venga intesa in modo autentico, facendosi carico degli esiti di un percorso e non come una forma paternalistica di ascolto dei cittadini ai quali poi non segue impegno e riscontro nelle scelte pubbliche”. In proposito, Gibertoni ha citato un processo partecipativo al quale ha preso parte in passato a Modena, “i cui risultati- ha detto- sono stati fraintesi e comunicati in modo scorretto. L’impressione è che al di là dei proclami non ci siano sempre riscontri pratici”. A suo avviso, è giunto il momento “di fare un passo per definire che valore diamo alla partecipazione con il coraggio di accogliere quello che ne deriva”.
Secondo Igor Taruffi (Sel) la legge ha segnato “un passaggio importante, non scontato, che tuttavia oggi andrebbe rivisto, apportando eventuali correttivi”, ad esempio “laddove il percorso può configurarsi come una raccolta di pareri ma non vi è poi il ritorno di qualcosa nella fase di decisione dell’ente preposto. Non tener conto dell’esito di un percorso partecipativo rischia di far cadere il senso stesso verso il percorso. Auspico- ha detto- che con lo stesso spirito che portò all’approvazione unanime della norma si possa migliorarne il testo”.
“La legge 3/2010 ha dato risultati importanti- ha affermato Roberto Poli (Pd)- adesso che sono passati degli anni si possono certamente apportare dei miglioramenti ma bisogna tenere presente che l’esito dei progetti non dipende dalla Regione”.
Per Giuseppe Boschini (Pd), la legge regionale “è di grande valore e indica chiaramente che la partecipazione non è una forma ulteriore di democrazia diretta ma uno strumento di ascolto dei cittadini per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche”. Le scelte “rimangono in capo alla responsabilità del decisore pubblico eletto, anche perché non tutto quello che viene proposto è realizzabile, ma ciò non deve gettare alcuna ombra su una norma importante e all’avanguardia. Dobbiamo stare lontani da ogni forma di strumentalizzazione dei percorsi partecipativi”.
L’assessore al Bilancio, Emma Petitti, ha rivendicato “gli ottimi risultati conseguiti dalla legge e evidenziati nella relazione. I numeri parlano chiaro, cittadini partecipi e amministrazioni attente alle loro esigenze”. La legge dunque “produce effetti, adesso l’esigenza è di migliorare e potenziare gli strumenti a disposizione, anche aumentando gli stanziamenti. E il 2015- ha detto- può rappresentare un anno di svolta perché, come previso dalla legge stessa, si dovrà applicare la clausola valutativa che prevede una misurazione dei risultati”. Per comprendere a fondo qual è la percezione dei cittadini, l’assessore ha anche annunciato un’indagine demoscopica che possa sostenere eventuali miglioramenti della norma.
(is)


