Parità, diritti e partecipazione

Partecipazione, tre bandi nell’ultimo anno e 160 progetti finanziati dal 2012. Torri (Up) presenta la nuova legge nel segno della legalità

La “Giornata” sulla legge 15 del 2018, che sostiene i progetti presentati dai cittadini, ha sottolineato la stretta collaborazione tra Assemblea legislativa, Regione e i territori. Nei nuovi piani di lavoro più temi sociosanitari e urbanistici

Da sx: l'assessora al Bilancio Emma Petitti, il capo di gabinetto della giunta, Andrea Orlando e Yuri Torri, primo firmatario della legge sulla Partecipazione

Oltre un migliaio di progetti dal 1996 a oggi. Quasi duecento (160 per la precisione) finanziati negli ultimi sette anni, dal 2012. Marcia a pieno ritmo la legge sulla Partecipazione, rivisitata con la legge 15 del 2018, che ha integrato e migliorato la vecchia normativa del 2010 per disciplinare il sostegno della Regione ai progetti presentati direttamente dai cittadini, anche in forma associata.

Gremita la sala “Guido Fanti” dell’Assemblea legislativa, che ha ospitato oggi l’evento a cui hanno partecipato, tra gli altri, Yuri Torri, primo firmatario della legge e componente dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa regionale, l’assessora al Bilancio Emma Petitti, Leonardo Draghetti, direttore generale dell’Assemblea e tecnico di garanzia della Partecipazione e il capo di gabinetto della giunta Andrea Orlando. 

L’assessora Petitti ha sottolineato l’importanza della sinergia tra l’Assemblea legislativa, lo staff regionale e i territori “mettendo al centro una cultura della partecipazione che ha saputo valorizzare i progetti partecipativi, aumentando le risorse economiche impiegate”. Petitti ha ricordato che sono circa 160 i progetti che la Regione è riuscita a finanziare dal 2012 al 2019 “con particolare attenzione al confronto tra esperienze diverse e all’aspetto formativo”. Ha poi aggiunto che “nell’ultimo anno sono stati attivati tre bandi, il terzo dei quali, in scadenza a ottobre, ha visto un investimento di mezzo milione di euro”.

Alla soddisfazione dell’assessora fanno eco le parole di Yuri Torri che, nel ripercorrere il cammino della normativa, ha rimarcato come la clausola valutativa (verifica ex post dell’efficacia del provvedimento, ndr) della legge sulla Partecipazione del 2010 sia stata all’origine del nuovo provvedimento in materia: “Abbiamo sentito la necessità di adeguarci ai tempi correnti, avviando un percorso lungo e faticoso. Il tempo però non è stato sprecato, ma anzi ha portato a instaurare un legame diretto con i territori, nel segno di un dialogo costante ed esteso con gli enti locali”. Il consigliere ha inoltre evidenziato i due principali elementi di novità della legge del 2018: il dovere di incrementare percorsi partecipativi su progetti sociosanitari e urbanistici e l’importanza di ampliare il tema anche per i beni confiscati alla criminalità organizzata. “La questione della legalità deve sempre essere focale e di grande rilevanza, un principio che con il nostro impegno vogliamo premiare concretamente e non solo a parole”.

Spazio poi ad Andrea Orlando, che ha descritto le modalità e le finalità dell’osservatorio della Partecipazione, Oper, che “consente di raccogliere tutti i progetti partecipativi dal 1996 ad oggi, oltre un migliaio, all’interno di un portale in linea con le tecnologie moderne”. Il capo di gabinetto della giunta ha inoltre messo in rilievo la centralità della formazione sui meccanismi della Partecipazione, creando una comunità di pratica per coinvolgere i cittadini all’interno della dinamica partecipativa.

Alla tavola rotonda coordinata da Francesca Paron con i rappresentati di Toscana, Francesca Gelli, e Puglia, Titti de Simone, ha preso parte anche il direttore generale dell’Assemblea, Leonardo Draghetti, che ha delineato i criteri valutativi per individuare i progetti migliori sulla Partecipazione: “La nostra attenzione si focalizza sulla coerenza dei progetti rispetto agli elementi presenti nella normativa. Il percorso progettuale deve essere concreto e applicabile realmente nel quotidiano, oltre che aderire al parametro dell’inclusione”. Focus infine sulle metodologie applicative che, pur essendo molte e variegate, secondo Draghetti, “devono essere vagliate e scelte in base al tipo di percorso che si vuole intraprendere”.

(Nicoletta Pettinari)

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