“Con la legge regionale 11/2012 ‘Norme per la tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, dell’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne’ si è inteso rafforzare la tutela delle specie autoctone e, conseguentemente, ridurre le specie esotiche invasive. In coerenza con le politiche perseguite negli ultimi decenni, nel rispetto degli indirizzi e delle normative dell’Unione Europea in materia, la legge non può essere modificata nel senso richiesto dai proponenti la petizione in oggetto. Al tempo stesso il tema segnalato è all’attenzione degli organismi competenti e auspichiamo un’azione congiunta che coinvolga anche altre regioni ed enti territorialmente competenti per individuare e mettere a punto ulteriori e più efficaci iniziative per farvi fronte in modo selettivo”. Questo l’oggetto della relazione formulata dalla commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport, presieduta da Giuseppe Paruolo, relativa alla petizione popolare in merito alle norme che vietano la reimmissione nelle acque fluviali delle specie ittiche estranee alla fauna autoctona, qualsiasi sia la pesca sportiva utilizzata.
Specificatamente, la petizione chiede di disporre una deroga normativa all’applicazione dell’art. 9 comma 1 della L.r. 11/2012, cancellando il divieto di reimmissione, limitatamente al bacino del fiume Po, delle specie ittiche alloctone quali siluro, aspio, lucioperca, persico trota, barbo spagnolo e barbo portoghese.
Massimo Iotti (Pd), pur sostenendo la necessità di non reimmettere in acqua queste specie di pesci, ha rilevato che “le sanzioni rappresentano un ostacolo alla corretta gestione di un problema esistente”. Per Giorgio Pruccoli (Pd) la proposta “va rigettata, dobbiamo tutelare le specie autoctone”. Anche per Enrico Aimi (Fi) è necessario “limitare specie che nulla hanno a che fare con la nostra fauna ittica”. Tommaso Foti (Fdi-An) ha proposto “un piano di contenimento per contrastare la diffusione di pesci esotici”. Infine, Marco Pettazzoni (Ln) ha denunciato “la scarsa attenzione verso il bracconaggio ittico”, aggiungendo che occorrono “azioni selettive, volte a eliminare le specie alloctone, con il coinvolgimento delle altre Regioni e di tutti gli attori coinvolti”.
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