Il nuovo piano industriale di Poste Italiane, con la prevista chiusura di 53 uffici postali e la razionalizzazione di altri 34 sul territorio emiliano-romagnolo, è oggetto di un’interrogazione alla Giunta di Giulia Gibertoni e Gian Luca Sassi (M5s).
I consiglieri fanno presente che “anche se Poste non ha ancora comunicato quali sono gli sportelli interessati dai tagli (11 per la provincia di Bologna, altrettanti a Parma, 8 a Piacenza, 7 a Ferrara, 4 a Modena e lo stesso per Forlì e Ravenna e uno a Rimini), quelli più a rischio sarebbero gli uffici postali ubicati in zone di montagna, nelle frazioni e nei piccoli centri, che già in passato avevano subito sforbiciate d’orario”. Inoltre, anche sul piano della gestione del personale, riferiscono gli esponenti Movimento 5 stelle, “ci sarebbero criticità dovute ad organici insufficienti con ricadute negative sugli utenti e sui lavoratori”.
I consiglieri ricordano che “in base al Contratto di programma stipulato con lo Stato, la società Poste italiane è tenuta a garantire il servizio universale fino al 2026 attraverso la rete di uffici distribuiti su tutto il territorio nazionale, assicurando alla generalità dei cittadini il diritto di usufruire dei servizi postali con determinati standard di qualità e tariffe orientate ai costi, sottoposti però al controllo dell’Autorità di regolamentazione”.
Sulla base di queste premesse, Gibertoni e Sassi sollecitano la Giunta regionale a rapportarsi nelle sedi competenti con Poste italiane “per salvaguardare il mantenimento e ove necessario il potenziamento dei servizi per gli utenti emiliano-romagnoli” e per fare altrettanto sui “livelli occupazionali in essere nelle sedi regionali dell’azienda, scongiurando eventuali licenziamenti”. Da ultimo, chiedono di “contrastare eventuali chiusure di uffici, in particolare nei comuni montani”, dove “la perdita di servizi favorisce lo spopolamento del territorio, diminuendo l’attrattività economica”.
“Le reti postali, anche se in zone rurali e scarsamente popolate- sottolineano al riguardo i consiglieri- soddisfano interessi pubblici rilevanti e consentono l’integrazione degli operatori economici con l’economia globale e proprio per questo sono più necessarie nelle aree periferiche dove i tagli del personale previsti e le chiusure di uffici postali periferici comportano una limitazione dei diritti dei cittadini e limitano la capacità di mantenere gli standard minimi di qualità per il servizio universale”.
(is)


