La giunta chiarisca quali siano gli standard regionali in materia di sistemi di allerta e comunicazione, con riferimento a sirene di allarme, messaggistica, pannelli informativi e integrazione tra piani comunali e provinciali di protezione civile e se si disponga di una mappatura aggiornata dei sistemi di allerta sul territorio regionale.
A chiederlo, con un’interpellanza in aula, sono i consiglieri di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti (prima firmataria) e Giancarlo Tagliaferri.
“L’efficacia dei sistemi di allerta non dipende solo dalla qualità delle previsioni, ma anche dalla chiarezza, tempestività e uniformità dei canali di comunicazione verso la popolazione, soprattutto nelle fasi di pre-allarme e allarme – spiegano i consiglieri -. In assenza di standard regionali omogenei, il rischio è quello di una gestione frammentata, con differenze significative tra territori, anche a parità di esposizione al rischio”.
“La percezione di disomogeneità nell’adozione e nel funzionamento dei sistemi di allerta può incidere negativamente sulla fiducia dei cittadini e sull’efficacia complessiva delle misure di prevenzione”, vanno avanti Evangelisti e Tagliaferri, ricordando come la Regione Lombardia e la Regione Veneto abbiano già integrato i sistemi di allerta multicanale all’interno di un quadro regionale coordinato.
Da qui l’interpellanza, con la quale si chiede alla giunta di definire criteri chiari ed uniformi sui sistemi di allerta alla popolazione, assicurando priorità alle aree più esposte al rischio e piena integrazione con il sistema di protezione civile regionale e nazionale, formando la popolazione sul significato dei vari sistemi, per garantire una comunicazione efficace.
A rispondere in aula è stata la sottosegretaria alla presidenza della giunta Manuela Rontini. “Lo scorso 27 ottobre 2025, con nove diverse delibere di giunta, sono stati aggiornati tutti i piani provinciali di protezione civile – spiega Rontini -. La comunicazione efficace è al centro del nostro impegno: la cornice istituzionale che regola il post alluvione prevede un piano complessivo di comunicazione. C’è un’ordinanza ad hoc del commissario Curcio e noi, come Regione, abbiamo presentato la nostra proposta, da calare nella realtà dell’Emilia-Romagna”. “Dopo ogni evento, dopo ogni emergenza, – prosegue Rontini – abbiamo sollecitazioni rispetto alla strutturazione della nostra rete, su dove abbiamo i pluviometri, dove abbiamo gli idrometri o i radar. Su questo aspetto stiamo lavorando, sia con fondi Pnrr che con fondi Fesr, per aumentare di una quarantina le stazioni che sono nella nostra rete, cercando di dare risposte ai territori e investendo risorse che superano ampiamente i 10 milioni di euro. Su questo daremo informazioni puntuali ai territori”.
Marta Evangelisti, nella sua replica, ha ringraziato la sottosegretaria per la risposta puntuale. “Se anche, ogni tanto, il presidente de Pascale venisse a rispondere su temi su cui ha la delega sarebbe opportuno – conclude -. Questa interpellanza nasce da un principio semplice: e cioè che la sicurezza dei cittadini passa anche dalla qualità e dalla chiarezza delle informazioni che le istituzioni sono in grado di fornire nei momenti più critici. Percepiamo una gestione ancora troppo frammentata, con differenze tra territori: per questo è importante che la Regione valuti attentamente l’opportunità di definire questi standard, rafforzando il coordinamento con i comuni e con i territori”.
(Brigida Miranda)



