Un esercito di oltre 600 dipendenti e oltre 20mila volontari che nell’ultimo anno ha lavorato senza sosta per garantire la sicurezza del territorio ed è intervenuto a curare i danni causati dal maltempo e da eventi estremi.
Al di là dei freddi numeri di bilancio (oltre 490 milioni complessivi), è questa la carta di identità della Agenzia di Protezione civile dell’Emilia-Romagna emersa dal “Rendiconto 2025” discusso e approvato dalla commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti. A presentare il rendiconto sono stati la sottosegretaria alla presidenza della Giunta Manuela Rontini e il direttore dell’Agenzia Massimo Camprini che hanno sottolineato come l’Agenzia sia oggetto di una forte riorganizzazione interna.
Quando si parla di protezione civile si parla soprattutto di un esercito di donne e di uomini con le pettorine che per 14 giorni in un anno ha gestito l’aperta straordinaria della sala operativa per fronteggiare gravi emergenze sul territorio. D’altronde in l’Emilia-Romagna il 100% dei Comuni ha aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata e/o pericolosità idraulica media o erosione costiera. Complessivamente il 60% della superficie regionale è a pericolosità da frana elevata e molto elevata e pericolosità idraulica media. Per altri 63 giorni l’Agenzia della Protezione civile ha fatto funzionare la sala operativa per coordinare le attività per domare incendi. Anche in questo il territorio dell’Emilia-Romagna richiede molta cura, visto che il 25% del suolo è coperto da boschi quasi sempre a rischio incendi (per valori pari al 95% della superficie boschiva). Poi ancora: 10 progetti di collaborazione con le Università emiliano-romagnole, finanziati con 740mila euro, per attività di studio, monitoraggio, qualificazione dei dipendenti e delle modalità d’azione seguite.
Il bilancio dell’attività dell’Agenzia ha raccolto il plauso del centrosinistra che ha sottolineato soprattutto sull’importanza dell’impegno di tanti volontari e tante associazioni, mentre il centrodestra è stato molto critico soprattutto su quanto fatto in passato dall’Agenzia.
La parola ai consiglieri
Fabrizio Castellari (Pd) ha rimarcato l’impegno importante della Protezione civile sul fronte delle frane attive, sottolineando inoltre il dato positivo della presenza di una quota di avanzo libero nel bilancio dell’Agenzia e del ruolo dei volontari: “È molto bello che ci siano tanti volontari e tante associazioni coinvolte nel lavoro di protezione civile: in questi anni l’Agenzia ha svolto un ruolo importante per il territorio e anche il numero di interventi che vediamo realizzare vanno nella giusta direzione. La riorganizzazione ha proprio questo scopo: contribuire a rendere efficaci le scelte amministrative e la loro attuazione”.
Per Fausto Gianella (FdI), invece, “quando sento parlare di riorganizzazione dell’Agenzia, deduco che prima ci fosse qualcosa che non andava. Questo rendiconto presenta una situazione di luci e ombre: pur comprendendo la mole straordinaria di interventi, lo scenario di realizzazione è del 56% delle spese impegnate, con un trascinamento sugli esercizi successivi. Abbiamo un numero elevato di residui attivi e ciò significa che l’Agenzia fatica a chiudere i procedimenti entro l’esercizio. Una carenza di gestione che rappresenta un tallone d’Achille”. Su questo specifico punto è stato precisato che molte opere che l’Agenzia realizza sono incassate solo a rendicontazione avvenuta.
(Brigida Miranda e Luca Molinari)



