Infrastrutture e trasporti

Question time Aragona (FdI): “Giunta chiarisca se la diga di Vetto sia un’opera strategica”

“Il bacino ha la funzione di raccogliere acque di montagna in periodi di piena, aumentando l’afflusso delle acque dal fiume Po: un’opera indispensabile per agricoltori e aziende del territorio, per garantire il fabbisogno idrico per la produzione dei prodotti di filiera e del Parmigiano Reggiano”

La giunta dica se reputi la diga di Vetto un’opera strategica e non più rimandabile per rispondere alla crisi idrica. A chiederlo, nel corso del question time odierno, è il consigliere di Fratelli d’Italia, Alessandro Aragona.

“Nel marzo 2018 – spiega Aragona – la Regione Emilia-Romagna ha manifestato un orientamento favorevole alla realizzazione di un invaso da 60 milioni di metri cubi nell’area di Vetto tra Reggio Emilia e Parma, lungo il corso del fiume Enza. Il bacino ha la funzione di raccogliere acque di montagna in periodi di piena, aumentando l’afflusso delle acque dal fiume Po: un’opera indispensabile per agricoltori e aziende del territorio per garantire il fabbisogno idrico per la produzione dei prodotti di filiera e del Parmigiano Reggiano”.

Il Commissario straordinario Stefano Orlandini, si legge nell’atto ispettivo, nominato a giugno 2025, ha coordinato il percorso progettuale e la fase del dibattito pubblico si è da poco conclusa. Aragona si sofferma poi sulle recenti dichiarazioni dell’esponente di AVS, Paolo Burani, nonché presidente della Commissione Territorio, che ha affermato che la diga di Vetto è un errore strategico e non è una risposta alla crisi idrica. “E’ necessario comprendere – spiega Aragona – se queste dichiarazioni siano condivise da parte della giunta regionale”.

A rispondere in aula è la sottosegretaria Manuela Rontini che ha precisato in apertura: “Mi viene chiesto di commentare frasi o affermazioni politiche, ma va detto che la Regione si esprime per atti e non per dichiarazioni, comunque legittime, che esprimono le diverse sensibilità presenti in assemblea”. Nel merito della questione Rontini ha proseguito: “La Regione ha più volte rappresentato al competente Ministero la necessità di risolvere le criticità idriche della Val d’Enza. Abbiamo concesso un contributo per 300mila euro per la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali, che ha avuto un costo complessivo di 500mila euro. Altro contributo, di 40mila euro, è stato concesso al consorzio di bonifica dell’Emilia centrale il quale ha conferito incarico a una società specializzata per lo svolgimento del dibattito pubblico”. Rontini ha ricordato che, lo scorso ottobre, il presidente de Pascale ha formalizzato l’intesa preliminare sul decreto del commissario, sottolineando inoltre come il documento di fattibilità, frutto di confronto con i principali enti e portatori di interesse, abbia evidenziato la necessità di introdurre anche misure per mitigare gli impatti sul corso d’acqua, sugli affluenti e sul paesaggio.

Infine, ha concluso Rontini, la Regione ha candidato il progetto dell’invaso di Vetto al piano nazionale di interventi infrastrutturali, per un importo complessivo di oltre 520 milioni di euro “a dimostrazione dell’attenzione che viene data all’opera che rimane strategica per il territorio”. Rontini ha anche ribadito che la seduta della Commissione Territorio è già stata calendarizzata dal presidente Burani e si svolgerà alla presenza del commissario straordinario Orlandini.

“Una risposta disastrosa – è il commento di Alessandro Aragona nella sua replica -. Questa è una breve storia triste della maggioranza del governo regionale. Prendiamo atto che la diga di Vetto non è stata nemmeno citata, così come non era citata nelle linee di mandato del presidente. Esiste poi una geometria variabile per la quale alcune dichiarazioni vengono commentate dalla giunta, ad esempio le mie, ed altre che invece si sceglie di non commentare. Sono 80 anni che il territorio aspetta la diga di Vetto e la realtà è che non è stata realizzata perché sono 80 anni che il centrosinistra non la vuole. Per quanto riguarda la commissione, aggiungo che è stato particolarmente fuori dai ruoli istituzionali anticipare l’audizione del commissario straordinario con un intervento a gamba tesa sui giornali. Seguiremo gli atti ma rileviamo che anche oggi non è stata data risposta alla questione”.

(Brigida Miranda)

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