“Bisogna evitare che i tagli statali alle misure anti-inquinamento abbiano ricadute economiche su cittadini e imprese”.
A chiederlo, in un’interrogazione, è Lorenzo Casadei (M5s) che chiede alla Regione quali misure intenda adottare per evitare ricadute economiche e sociali su cittadini, imprese e territori, alla luce del ridimensionamento annunciato dal Governo delle risorse destinate alla qualità dell’aria nel bacino padano.
“La Regione Emilia-Romagna ha denunciato che, con l’ultima legge di Bilancio, il Governo avrebbe ridimensionato, per il triennio 2026-2028, le risorse destinate alla qualità dell’aria nel bacino padano, con un taglio stimato per l’Emilia-Romagna in circa 52 milioni di euro, risorse già negoziate e finalizzate a sostenere cittadini e imprese nella riduzione delle emissioni”. Tutto ciò per il consigliere “rischia di produrre un vuoto proprio nella fase in cui Regioni ed enti locali devono accelerare l’attuazione delle misure necessarie al raggiungimento dei nuovi limiti europei al 2030”.
Inoltre, il pentastellato sottolinea che dal primo ottobre 2026, secondo quanto previsto dal PAIR 2030 e dalla normativa nazionale intervenuta sul calendario applicativo, le limitazioni strutturali alla circolazione nei Comuni interessati riguarderanno anche i veicoli diesel fino a Euro 5.
Questo tema secondo il consigliere “non può essere affrontato solo in termini di restrizioni, ma richiede strumenti di accompagnamento economico e sociale, in particolare per chi non può sostituire rapidamente il proprio veicolo, adeguare gli impianti di riscaldamento, modificare le proprie modalità di spostamento o sostenere investimenti ambientali senza contributi pubblici, con particolare attenzione a lavoratori pendolari, famiglie a basso reddito, piccole imprese, artigiani e territori meno serviti dal trasporto pubblico”, per questo Casadei chiede alla Giunta quali misure intenda adottare, nell’ambito dell’attuazione del PAIR 2030, per evitare ricadute di tipo economico e sociale su cittadini, chiarendo quali interventi rischiano di essere rinviati o rimodulati a seguito del ridimensionamento delle risorse statali destinate alla qualità dell’aria nel bacino padano, anche alla luce dei nuovi limiti europei al 2030 e dell’estensione delle limitazioni ai veicoli diesel fino a Euro 5 dal primo ottobre 2026.
A rispondere è stata l’assessora all’Ambiente, Irene Priolo, “La Direttiva europea sta cambiando e dovrà essere recepita dal Governo e, successivamente, dalle Regioni. Dobbiamo cercare di capire come mettere in campo delle misure in assenza di finanziamenti. Con i residui stiamo studiando degli interventi tra i quali la possibilità di ridurre il costo degli abbonamenti per chi non utilizza l’auto, l’implementazione del monitoraggio dei flussi nei comuni sopra i 50mila abitanti, interventi per incentivare il trasporto ferroviario merci e per la sostituzione dei vecchi riscaldamenti domestici. Il Governo ha tolto risorse alle Regioni e le sta dando ai Comuni e non sono loro che fanno il Piano di Qualità dell’Aria: abbiamo attivato per questo una cabina di regia. È urgente chiedere all’esecutivo che ci rifinanzi questo piano: se la qualità dell’aria è migliorata non è un caso, ma è come abbiamo accompagnato il sistema e di come continueremo a farlo”.
Casadei replica dicendo di ritenersi soddisfatto della risposta: “La risposta conferma la necessità di tenere insieme tutela della salute e trasporto pubblico, ma soprattutto parla di giustizia sociale. Rimane il punto politico sulle risorse: rischiamo di perdere l’occasione che ci ha dato il PNRR e per i cittadini sarà sempre più complicato affrontare una stagione con nuove limitazioni sugli euro 5”.
(Giorgia Tisselli)



