La Regione dica come valuta il piano di dimensionamento della rete scolastica della Regione Emilia-Romagna per l’a.s. 2026/2027 adottato dal commissario ad acta.
A chiederlo è Valentina Castaldini (FI) che ricorda come “con Decreto Direttoriale del 28 gennaio scorso, l’Ufficio Scolastico Regionale della Regione Emilia-Romagna ha recepito le modifiche alla rete scolastica per l’anno scolastico. 2026/2027: le modifiche sono state attuate dal provvedimento n. 3169 del 27 gennaio 2026 con cui il commissario ad acta ha adottato il piano di dimensionamento della rete scolastica della Regione Emilia-Romagna per l’anno scolastico in questione. Al commissario ad acta erano stati conferiti poteri sostitutivi dalla delibera del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2026”.
La risposta della giunta è affidata alle parole dell’assessora alla Scuola Isabella Conti per la quale “avevamo scritto formalmente al commissario ad acta chiedendo di fare il possibile per evitare la creazione di istituti scolastici di dimensioni ingestibili. In una regione virtuosa come la nostra l’applicazione rigida di questa misura ha prodotto un esito paradossale: la nascita di istituti con oltre 1.800 studenti, in molti casi con numeri che arrivano al doppio rispetto agli obiettivi dimensionali indicati dal PNRR. Un risultato che dimostra in modo evidente l’inadeguatezza del dimensionamento imposto alla realtà dell’Emilia-Romagna e che colpisce in modo particolare territori già complessi, aggravandone le criticità organizzative ed educative”. Conti ha sottolineato come la decisioni del governo non siano state assunte per inefficienza della Regione, ma per i problemi posti dalle scelte del governo. “Chiedo al governo di tutelare le scuole in Appennino e nelle aree interne”, insiste Conti.
Parole alla luce delle quali Castaldini si è detta insoddisfatta.
(Luca Molinari)



