La Regione valuti una revisione degli importi delle borse di studio o dei criteri di assegnazione, alla luce dell’aumento previsto del Fondo italiano per la scienza (Fis) e della mancanza di risorse Pnrr. Faccia inoltre chiarezza sulle politiche di reclutamento degli studenti internazionali e se per questi intenda individuare strumenti di sostegno specifici e su come intenda utilizzare le risorse derivanti dall’accantonamento non utilizzato relativo al semestre filtro. Con queste richieste Valentina Castaldini (Forza Italia) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Aula per sollecitare un tavolo di lavoro tra la Regione, gli atenei dell’Emilia-Romagna e con ER.GO per ridefinire la programmazione del diritto allo studio.
“Nell’anno accademico 2025/2026, una quota significativa di studenti idonei rischia di non ricevere la borsa di studio, con particolare riferimento alle matricole dell’Università di Bologna. Un ulteriore fattore di pressione sul sistema delle borse di studio è rappresentato dalla forte crescita degli studenti internazionali, favorita dalle politiche di internazionalizzazione degli atenei dell’Emilia-Romagna: gli studenti extra UE spesso hanno un Isee parificato inferiore ai 16mila euro e percepiscono frequentemente borse di importo superiore agli 8mila euro annui, con un impatto significativo sul fabbisogno complessivo del sistema regionale del diritto allo studio. Il 26 febbraio sono scaduti i termini di immatricolazione degli studenti internazionali extra UE e all’Università di Bologna si registrano quasi 1.100 idonei non beneficiari di cui circa 740 sono studenti internazionali extra-UE”.
“Negli ultimi anni – ha proseguito la consigliera – si è registrato anche un lieve aumento degli idonei dovuto alle modifiche intervenute nel calcolo dell’Isee e un ulteriore elemento che incide sulle risorse disponibili riguarda l’accantonamento di circa 1,7 milioni di euro effettuato in Emilia-Romagna per il secondo bando relativo al cosiddetto semestre filtro per l’accesso ai corsi di area medica. Risorse che, alla luce dell’andamento delle iscrizioni ai corsi affini, potrebbero risultare sovrastimate rispetto al fabbisogno effettivo. Un confronto strutturato tra Regione, aziende regionali per il diritto allo studio e atenei, appare particolarmente urgente in vista dell’apertura dei nuovi bandi per le borse di studio del prossimo anno accademico, prevista indicativamente nel mese di luglio”.
“Le pressioni in ambito universitario erano note a tutti già da dicembre. Non bisogna rincorrere le emergenze ma occorre governarle”, ha concluso Castaldini.
Ha risposto l’assessore all’Università Giovanni Paglia: “Il governo non sta facendo la sua parte: ha peccato in trasparenza e in risorse, che sono molte meno di quelle annunciate. La Regione ha portato oltre 34 milioni di fondi propri oltre a quelli già destinati per il diritto allo studio. Il quadro finanziario del prossimo anno non sarà migliore di quello in essere. Come Regione continueremo a fare la nostra parte per il diritto allo studio. Il tema, in questo momento, è comporre un tavolo per discutere il bando del prossimo anno e determinare un quadro di risorse il più certo possibile e fare scelte politiche. Dovremmo lavorare anche sui tempi di comunicazione agli studenti assegnatari e idonei e, in un tavolo di concertazione, dovremmo definire un bando affinché le risorse coprano il 100% delle domande che arriveranno”.
Castaldini ha replicato: “Nella risposta non ha precisato come verrà usato lo stanziamento del semestre filtro. Il dialogo, oltre che con gli studenti deve essere fatto con l’università e i rettori. E serve capire i criteri di accesso per la categoria più esposta ovvero gli studenti internazionali. Il sistema deve essere omogeno o rischia di fallire”.
(Lucia Paci)



