Sanità e welfare

Question time Ferrero (FdI): “Funzioni sanitarie seguano criteri di rigorosa neutralità”

Il riferimento va alle recenti indagini avviate nei confronti di alcuni medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna. “Il gip ha rilevato come le manifestazioni di solidarietà espresse da colleghi ed esponenti politici abbiano contribuito a creare un contesto potenzialmente favorevole alla reiterazione delle condotte contestate”, spiega Ferrero

La Regione dica quali misure urgenti intenda adottare, anche in raccordo con l’Ausl Romagna, per garantire che l’esercizio delle funzioni sanitarie sia improntato a criteri di rigorosa neutralità e fondato esclusivamente su evidenze scientifiche, nel pieno rispetto dei principi di legalità e imparzialità dell’azione amministrativa sanitaria regionale. A chiederlo, nel question time odierno, sono i consiglieri di Fratelli d’Italia, Alberto Ferrero (primo firmatario) e Nicola Marcello.

Il riferimento va alle recenti indagini avviate nei confronti di alcuni medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna: l’ipotesi di reato, formulata dalla Procura, è quella di falso ideologico continuato in concorso, per il rilascio di certificati attestanti la non idoneità al trattenimento nei centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) di cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione. Tali certificazioni, sempre stando alle indagini, sarebbero state ritenute prive dei presupposti clinici previsti dalla normativa.

“La vicenda ha generato un rilevante dibattito politico e istituzionale – spiega Ferrero -, con prese di posizione differenti tra chi esprime solidarietà ai medici coinvolti e chi richiede chiarimenti sulle responsabilità organizzative dell’Azienda sanitaria. Da fonti di stampa emergerebbe come l’autorità giudiziaria abbia evidenziato, nelle ipotesi investigative, possibili condotte connotate anche da una finalità ideologica, tali da configurare un utilizzo strumentale della funzione sanitaria, in aperta contestazione del sistema di gestione dell’immigrazione clandestina. Il giudice per le indagini preliminari ha inoltre rilevato come le manifestazioni di solidarietà espresse da colleghi ed esponenti politici abbiano contribuito a creare un contesto potenzialmente favorevole alla reiterazione delle condotte contestate”.

“Eventuali criticità organizzative o gestionali – va avanti l’esponente di FdI – potrebbero aver contribuito a determinare situazioni di tensione e disfunzioni nel servizio. Sottolineiamo, inoltre, che la direzione sanitaria aziendale dovrebbe essere imparziale e non presidiare alcun flash mob politico, organizzato a sostegno dei medici indagati”.

A rispondere in aula è l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi che ha ribadito come si sia in una situazione delicata “che va oltre le dinamiche sanitarie”. “C’è un’indagine in corso – precisa l’assessore – e saranno gli accertamenti degli organi giudiziari a valutare se ci siano state o meno irregolarità e fino ad allora vige la presunzione di innocenza”. Fabi ha ricordato anche che, nel settembre 2022, è stato sottoscritto un protocollo tra Prefettura e Ausl, volto a definire ruoli, responsabilità e modalità operative nell’ambito delle valutazioni di idoneità alla permanenza in comunità ristretta, definendola “una buona pratica istituzionale che garantisce uniformità procedurale e favorisce la piena e reciproca collaborazione”.

Critico, nella sua replica, il consigliere Ferrero. “Bene la piena collaborazione tra struttura sanitaria e Prefettura – conclude – e apprezzo che oggi l’assessore sostenga che c’è un’indagine in corso e che occorre attenderne gli esiti. Sarebbe stato più giusto e opportuno che anche altri avessero mantenuto un atteggiamento neutro e non si fossero subito scagliati su coloro che stavano indagando: ricordiamo che il 16 febbraio si è svolta una manifestazione davanti all’ospedale a cui ha partecipato il Pd. Il sindaco di Ravenna ha solidarizzato con gli indagati e lo stesso presidente della Regione si è comportato in modo analogo. Bene che oggi si ribadisca il rispetto del lavoro della magistratura, ma dobbiamo anche fare in modo che ciò che potrebbe essere avvenuto non si ripeta più: perché si è creato un danno in primo luogo per la struttura sanitaria e poi per l’intera collettività”.

(Brigida Miranda)

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