La giunta prenda posizione circa la presenza alla manifestazione pro-Askatasuna di Torino del 31 gennaio scorso di esponenti appartenenti a forze politiche che fanno parte della maggioranza di governo della Regione Emilia-Romagna. E’ la richiesta contenuta in un’interrogazione a risposta immediata in Aula di Tommaso Fiazza (Lega).
“Ciò cui si è assistito a Torino nella giornata nella manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna non è stato legittimo dissenso, neppure conflitto sociale, ma un episodio di terrorismo urbano – ha sottolineato il consigliere -. Askatasuna aveva chiamato a raccolta centri sociali, pro Pal, No Tav, collettivi, sigle comuniste, transfemministe, ambientalisti radicali, che sono arrivati in Piemonte da tutta Italia (e perfino dalla Francia). Cosa sarebbe successo era non soltanto prevedibile ma annunciato. La città è stata devastata: non si è trattato di episodi isolati, ma di un’azione coordinata per colpire lo Stato e chi lo rappresenta. Al pestaggio di un poliziotto di 29 anni, si aggiungono almeno altri 70 feriti tra le forze dell’ordine. Sabato a Torino c’era chi cercava il morto e soltanto la professionalità e l’eccezionale preparazione delle forze dell’ordine lo hanno evitato”.
“Va stigmatizzata la presenza alla manifestazione di esponenti politici nazionali e della sinistra piemontese – ha proseguito il consigliere -. Fra questi, come riportato dalla stampa, il deputato di AVS Marco Grimaldi, i consiglieri regionali Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro e i consiglieri comunali Sara Diena ed Emanuele Busconi. In piazza anche Valentina Sganga, consigliera comunale 5 stelle ed ex candidata sindaco. Altrettanto va stigmatizzato il post con il quale la parlamentare europea Ilaria Salis (AVS) si scusa di non aver potuto partecipare alla manifestazione, confermando comunque il suo pieno sostegno”.
“Il punto politico è chiaro – ha concluso Fiazza -: Askatasuna è stata sgomberata perché illegale. Perché lì si spacciava. Perché da oltre venticinque anni era un presidio dell’illegalità in tutte le sue forme. Scendere in piazza pro-Askatasuna significa una cosa sola: essere pro-illegalità”.
Nella discussione è intervenuta Simona Larghetti (AVS) per porre il tema di “opportunità di presentazione di un atto che riguarda fatti e persone non riconducibili alla Regione Emilia-Romagna”.
L’intervento di Larghetti è stato stigmatizzato da Marta Evangelisti (FdI): “Non è accettabile che durante l’illustrazione di un atto in Aula da parte di un consigliere qualche collega intervenga per dire ‘basta’. E’ un comportamento offensivo”.
Al question time ha risposto la sottosegretaria Manuela Rontini: “Si tratta di un fatto gravissimo che riporta a pagine tristi della storia italiana. Come già sottolineato dal presidente de Pascale, chi si esprime con la violenza ha sempre torto. Tutte le forze politiche hanno condannato i fatti accaduti. Chiamare in causa la maggioranza che governa la nostra Regione corrisponde alla volontà di strumentalizzare un fatto grave quando le istituzioni, in questi momenti, dovrebbero unirsi e unire. Le forze dell’ordine sono un patrimonio della nostra Repubblica. I fatti gravissimi di Torino non diventino la molla per ridurre il diritto alla protesta: il diritto a manifestare, in modo pacifico, è sancito dalla Costituzione”.
Il consigliere ha replicato: “Sulla condanna alla violenza siamo tutti d’accordo ma non sono soddisfatto della risposta perché non si dice la cosa fondamentale: la presenza a una manifestazione significa dare copertura politica. Stiamo parlando di un partito che siede nella nostra giunta. Il centro sociale Askatasuna è stato chiuso perché al suo interno si svolgevano attività illegali. Avrei preferito una presa di posizione chiara, la democrazia non può essere a senso unico”.
(Lucia Paci)



