Sanità e welfare

Question time Gordini (Civici): “Vigilare su comunicazione circa interruzione volontaria gravidanza farmacologica domiciliare”

L’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi ha ricordato come avvengono le procedure dell’ivg domiciliare e ribadito l’impegno della giunta nel dare informazioni corrette attraverso tutti i canali possibili

“Il percorso di interruzione volontaria di gravidanza farmacologica domiciliare si svolge nel pieno rispetto della normativa vigente”. Lo sottolinea Giovanni Gordini dei Civici con un question time in cui chiede alla giunta di aiutare a fare chiarezza su interpretazioni fuorvianti che si sono create in merito al “colloquio telefonico significativo” citato nelle norme che è stato erroneamente equiparato “all’intero percorso di accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, prospettando scenari in cui per un’interruzione volontaria di gravidanza potrebbe bastare una telefonata”

Poiché il fraintendimento sulle procedure si è creato a livello di interpretazione della comunicazione, il consigliere interroga la giunta per sapere “quali iniziative di comunicazione istituzionale siano state adottate o si intendano adottare al fine di chiarire pubblicamente che il percorso di interruzione volontaria di gravidanza farmacologica domiciliare “non prevede modalità di accesso o certificazione telefonica, ma mantiene l’obbligatorietà del colloquio consultoriale in presenza, disponendo la somministrazione del primo farmaco (mifepristone) esclusivamente presso consultori o ambulatori ospedalieri autorizzati e limitando l’utilizzo della telemedicina alle sole attività di monitoraggio clinico successive alla somministrazione, con esclusione di funzioni prescrittive o certificative”. La locuzione “con colloquio telefonico significativo” si riferisce infatti alla consulenza in telemedicina programmata per la valutazione delle condizioni cliniche della donna dopo l’assunzione domiciliare del misoprostolo, e non al colloquio consultoriale iniziale, né alla fase di accesso e certificazione dell’IVG.

A rispondere l’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi: “mi viene dato modo di chiarire meglio il percorso domiciliare dell’interruzione volontaria di gravidanza in Emilia-Romagna e di correggere informazioni approssimative o distorte comparse sulla stampa. La libertà delle donne di scegliere l’ivg nelle modalità ritenute più adatte è sempre stata tutelata dalla nostra regione. La certificazione viene rilasciata da professionisti e strutture sanitarie riconosciute e il colloquio per accedere al servizio si svolge in presenza in ambulatorio con le figure designate. Solo durante il percorso, cioè dopo l’assunzione del secondo farmaco a domicilio, avviene il colloquio telefonico o in videochiamata: una procedura ben definita per il monitoraggio e la verifica della correttezza del percorso, seguita poi dalla visita dopo 30 o 60 giorni. Abbiamo sempre attivato la diffusione di informazioni aggiornate attraverso diversi canali di comunicazione indicando i contatti necessari e traducendo i messaggi in varie lingue. È importante dare una comunicazione corretta e continueremo a farlo, rimanendo vicini alle donne che compiono tale scelta”.

Nella sua replica Gordini ha ringraziato l’assessore perché “il tema centrale è proprio quello della garanzia dei diritti ed è fondamentale usare parole importanti affinché i messaggi arrivino in maniera corretta”.

(Irene Gulminelli)

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