Imprese lavoro e turismo

Question time Lembi (Pd): “No al trasferimento dell’Agenzia Italia Meteo da Bologna”

Per la consigliera il trasferimento annunciato dal governo ischia di sradicare l’Agenzia dal sistema scientifico e tecnologico del Dama-Tecnopolo di Bologna. La sottosegretaria alla presidenza della giunta Manuela Rontini: “Forte contrarietà della giunta. L’operazione si scontra con gli obiettivi del Patto per il lavoro e per il clima”

La Regione si attivi affinché venga rivalutata la decisione del governo di trasferire l’Agenzia Italia Meteo da Bologna e per rafforzare il ruolo del Tecnopolo di Bologna quale polo strategico nazionale ed europeo per la ricerca meteorologica e climatica, a partire dalla tutela delle garanzie occupazionali e professionali già in essere. Lo chiede Simona Lembi (Pd) con un’interrogazione a risposta immediata in Aula.

“Proprio in queste ore è in corso l’assemblea sindacale di Dama. Lo scenario prospettato dal governo – ha evidenziato Lembi – è oggetto di preoccupazione e contrarietà delle istituzioni del territorio, a partire dalla Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, anche in ragione del possibile impatto occupazionale e del ridimensionamento del ruolo strategico della città nel settore della meteorologia e dei dati climatici. La prospettiva di un’unica sede a Roma rischia di sradicare l’Agenzia dal sistema scientifico e tecnologico del Dama-Tecnopolo di Bologna, dove è già insediata e dove ha investito anche in infrastrutture di supercalcolo dedicate alla modellistica meteorologica italiana. È l’ennesima partita che si gioca sulla pelle di Bologna”.

“In questi anni – ha proseguito la consigliera – l’Agenzia Italia Meteo ha svolto funzioni decisive come previsioni stagionali per il sistema produttivo, sorveglianza meteorologica e marina, aggiornamento del quadro climatico nazionale, progetti internazionali, applicazioni di intelligenza artificiale. Le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026 sull’assetto di governance dell’Agenzia Italia Meteo aprono una fase incerta per il futuro del servizio meteorologico nazionale, anche per il fatto che la proposta governativa prevede di escludere le Regioni dalla definizione delle linee strategiche, attribuendo tali funzioni al Dipartimento nazionale della Protezione civile, con una evidente centralizzazione che priva i territori di voce nella governance di uno strumento che incide direttamente sulla loro sicurezza”.

Ha risposto la sottosegretaria alla presidenza di giunta Manuela Rontini: “La giunta esprime ferma contrarietà al trasferimento di Italia Meteo, una scelta miope per l’intero sistema Paese. La collocazione del Dama a Bologna è frutto di una visione integrata che ospita un sistema unico a livello mondiale di cui fanno parte il centro computer Leonardo, Cineca e la futura sede dell’università dell’Onu sui big data e cambiamento climatico. La scelta di ospitare Italia Meteo a Bologna è stata frutto di un accordo quadro con i ministeri competenti per cui un eventuale spostamento significa rompere un patto internazionale e sprecare risorse pubbliche. L’operazione si scontra fra l’altro con gli obiettivi del Patto per il lavoro e per il clima, che pone la transizione ecologica come pilastro futuro, e con la tutela dell’occupazione. È necessario un confronto urgente coi ministri, già richiesto dal presidente de Pascale e per il quale siamo in attesa di risposta”.

La consigliera ha replicato: “Il pensiero è rivolto in primo luogo a lavoratori e lavoratrici. A pagare il prezzo più alto sono i precari e gli interinali e se c’è un segnale perché non cadano nell’oblio di un’operazione così opaca è positivo. Questo governo dimostra di voler centralizzare le scelte senza riconoscere i livelli istituzionali e le responsabilità sui livelli occupazionali. A pagare il prezzo più alto rischiano di essere l’Emilia-Romagna e Bologna”.

(Lucia Paci)

Imprese lavoro e turismo