La Regione chiarisca se l’area di Ca’ di Sotto, nel comune di San Benedetto Val di Sambro, nella Città metropolitana di Bologna, e le abitazioni ivi presenti, interessate da una persistente instabilità del versante, rientrino in un prossimo provvedimento in materia di delocalizzazione. A chiederlo con un’interrogazione a risposta orale in Aula è Marco Mastacchi (Rete civica)
“Nel giugno 1994, nella località Ca’ di Sotto nel comune di San Benedetto Val di Sambro, si verificò un imponente movimento franoso di circa 13 milioni di metri cubi di materiale che coinvolse un intero versante, distrusse diversi edifici, ne rese altri inagibili, interruppe la principale viabilità di accesso all’abitato e occluse l’alveo del torrente Sambro, determinando la formazione di un bacino lacustre artificiale, tuttora presente”, ricorda il consigliere.
Mastacchi nell’interrogazione evidenzia che l’invaso così generato ha negli anni prodotto condizioni ambientali particolarmente favorevoli alla proliferazione delle zanzare, con invasioni ricorrenti che causano notevoli disagi alle persone residenti e a chi frequenta l’area.
“I cittadini residenti nell’area, interessata da una persistente instabilità del versante, vivono da tempo in una situazione di grave e inaccettabile incertezza, non avendo, ad oggi, ricevuto risposte chiare, ufficiali e definitive sulla possibilità di essere coinvolti in un eventuale processo di delocalizzazione, ipotesi che era stata prospettata ai residenti in precedenti occasioni, salvo poi rimanere priva di seguito concreto”, sottolinea il consigliere.
Per Mastacchi è “urgente e non più rinviabile fare chiarezza” e chiede alla Giunta se l’area di Ca’ di Sotto e le abitazioni ivi presenti rientrino o meno in un prossimo provvedimento in materia di delocalizzazione e quali iniziative si intendano attuare per contrastare in modo adeguato ed efficace la proliferazione delle zanzare.
A rispondere è la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta, Manuela Rontini: “Conosco bene la situazione, che è davvero complessa, essendo stata io stessa più volte in sopralluogo assieme al sindaco Santoni. A norma nazionale invariata, per poter chiedere di essere delocalizzati bisogna possedere due condizioni: danneggiamento grave e impossibilità a ricostruire, come previsto dall’ordinanza 53 della Struttura commissariale. Requisiti che vengono verificati dalla Commissione tecnica straordinaria, che si è riunita il 27 marzo, e che, pur essendo evidenti sia i danni strutturali alle abitazioni sia l’evoluzione che ha avuto la frana, ha preso atto dell’insussistenza delle condizioni dal punto di vista urbanistico. In accordo con il Comune di San Benedetto Val di Sambro e l’Autorità di distretto si è quindi optato per la presentazione di un’osservazione alla Variante al Piano per l’assetto idrogeologico (PAI) Po, formalizzata con nota del 7 aprile. Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (AdbPo) sta quindi lavorando all’aggiornamento della scheda di zonizzazione n. 162 del Piano stralcio assetto idrogeologico (PSAI) Reno, allo scopo di fronteggiare nel modo più adeguato e tempestivo le situazioni di criticità conseguenti alla riattivazione della frana. L’adozione di misure temporanee di salvaguardia nelle aree riperimetrate, che specificheranno che è consentita la sola demolizione senza ricostruzione, permetteranno di concretizzare la condizione necessaria per la delocalizzazione in località Ca’ di Sotto, anche al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità”. Mentre sulla proliferazione delle zanzare, la sottosegretaria ha ricorda che “ferma restando l’operatività propria degli Enti locali sul tema, è possibile per l’Amministrazione comunale fare riferimento all’Asl di riferimento per chiedere un supporto”.
“Questo percorso che fa sì che i cittadini abbiano un orizzonte certo sul proprio futuro – replica Mastacchi. – Non è chiaro se rimarrà nel territorio comunale la delocalizzazione, essendo l’area al confine con un altro comune, e l’aspetto legato alle zanzare”.
(Giorgia Tisselli)



