Il caso del doppio emolumento (stipendio e pensione) del Direttore Generale dell’Ausl Romagna approda nuovamente in Assemblea Legislativa. A sollevare il tema è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luca Pestelli, con un’interrogazione immediata in aula, con cui chiede alla giunta di interpellare sul punto la sezione regionale della Corte dei Conti, per verificare se il direttore sia tenuto o meno a prestare servizio gratuitamente.
Nel suo atto ispettivo, Pestelli richiama un parere del 2024 della Corte dei Conti (Sezione Puglia) e le circolari ministeriali che impongono il regime di gratuità per i dirigenti che vanno in pensione durante il mandato. Il consigliere si sofferma anche su quanto accaduto in Campania, dove la Corte dei Conti ha contestato un danno erariale complessivo di oltre 880mila euro a fronte del collocamento in quiescenza di quattro direttori generali di aziende ospedaliere, che avrebbero percepito contemporaneamente il trattamento pensionistico e la retribuzione dirigenziale.
L’esponente di FdI aveva sollevato la questione già con una precedente interrogazione a seguito della quale, ribadisce, “l’assessore competente ha confermato la legittimità della nomina e affermato di considerare corretta l’applicazione del regime contrattuale in essere e di non ritenere opportuno procedere a ulteriori accertamenti”. Secondo Pestelli, fare chiarezza, anche a fronte della situazione dei bilanci dell’Ausl Romagna, “non è solo un dovere morale, ma diventa anche un obbligo giuridico”.
Da qui l’interrogazione con la quale il consigliere chiede alla Giunta “se ritenga opportuno perseverare nella decisione di non interpellare la competente sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, oppure se ritenga doveroso effettuare ulteriori approfondimenti, richiedendo un parere alla magistratura contabile”.
A rispondere in aula è stato l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi. “La Procura della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha chiesto chiarimenti – fa sapere l’assessore -. Dagli uffici si stanno raccogliendo gli elementi giuridici per poter rispondere ai rilievi del caso. Teniamo a ribadire che questa Regione non ha nulla da nascondere e che questa richiesta ci consente di riesaminare, ancora una volta, l’intero impianto normativo su cui si basa la conferma del direttore generale dell’Ausl Romagna”. Fabi ha richiamato le tempistiche dell’incarico: il direttore generale ha firmato il contratto il 31 gennaio 2025 con scadenza al 31 gennaio 2029 e ha poi presentato domanda di pensione all’Inps, con decorrenza dal 1° luglio 2025. Richiamando il parere del Consiglio dei ministri del 2022, favorevole al cumulo dei due emolumenti, e anche una recente sentenza del 2025 della sezione del lavoro della Cassazione, Fabi si è detto fiducioso “di aver agito nel rispetto del quadro normativo”, ribadendo la stima al direttore generale dell’Ausl Romagna “per il lavoro che ha sempre svolto con competenza e professionalità e sempre raggiungendo gli obiettivi in una percentuale superiore al 90%”.
“Sono contento del fatto che, forse anche grazie a questo mio incalzare la Giunta, la Corte dei Conti abbia deciso di chiedere un chiarimento alla Regione – conclude Pestelli nella sua replica -. A questo punto ritengo che l’opera del consigliere si debba fermare nella fase in cui la giustizia fa il suo corso e analizzerà le risposte fornite dalla Regione. Ho sempre affermato che basarsi su un parere della presidenza del Consiglio dei Ministri un po’ datato, del 2022, fosse tecnicamente errato. Qui non si sta contestando la legittimità della nomina e nemmeno il fatto che l’Inps eroghi la pensione a fronte di un diritto maturato. Il tema è la legittimità del cumulo, in riferimento allo stipendio che l’Ausl, e più in generale la Regione, sta erogando”.
(Brigida Miranda)



