Governo locale e legalità

Question time Proni (Pd): “Giunta riferisca su vicenda che coinvolge medici dell’ospedale di Ravenna”

In corso un’indagine per il presunto rilascio di certificazioni mediche non conformi a migranti irregolari destinati ai Cpr. L’assessore Fabi: “L’esperienza ravennate è innovativa e si basa su un protocollo sottoscritto nel 2022 tra prefettura e Ausl Romagna”

La Giunta riferisca sulla vicenda dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna dove la magistratura indaga per il presunto rilascio di certificazioni mediche non conformi a migranti irregolari destinati ai Centri permanenti per il rimpatrio (Cpr). È l’oggetto di un’interrogazione a risposta immediata in Aula del Partito democratico, a prima firma Eleonora Proni.

“La magistratura ha disposto una perquisizione all’ospedale ravennate – ha ricordato Proni -. L’ipotesi al vaglio è che siano stati prodotti certificati incompleti o arbitrari per impedire il trasferimento dei migranti irregolari nei Cpr, in attesa del rimpatrio. Ogni medico ha il dovere etico e giuridico di agire secondo scienza e coscienza, per la tutela della salute di ogni individuo. Nelle valutazioni dei migranti i medici si trovano spesso a dovere stabilire lo stato di salute di persone per le quali non sono disponibili dati clinici sufficienti a un’anamnesi completa e a dover stabilire sulla base di questi l’idoneità alla permanenza in luoghi di cui non si conoscono le condizioni di vita, né dal punto di vista igienico né da quello dell’impatto psicologico”.

“Posto che ogni cittadino è chiamato al pieno rispetto delle leggi nella propria vita personale e professionale, compito del medico è tutelare la salute, non farsi guardiano dell’ordine pubblico né strumento di gestione delle strategie migratorie dello Stato” ha concluso Proni, chiedendo aggiornamenti sulla vicenda. Il question time è firmato anche da Niccolò Bosi, Alice ParmaPaolo Calvano e Fabrizio Castellari.

Ha risposto l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi: “È aperta un’indagine ma non c’è stato ancora alcun rinvio a giudizio. Le dichiarazioni di alcuni politici nazionali che hanno tirato in ballo licenziamento, radiazione e arresto, sono state inopportune dal momento che uno dei punti fermi del nostro sistema giudiziario è la presunzione di innocenza. Confermo la fiducia nel nostro Sistema sanitario regionale e nei confronti di questi professionisti posti davanti a una grande responsabilità nell’invio ai Cpr. L’esperienza ravennate è innovativa e si basa su un protocollo sottoscritto nel 2022 tra prefettura e Ausl Romagna nel quale vengono definiti ruoli, modalità e garanzie sanitarie nella valutazione di permanenza in una comunità ristretta quale un Cpr. Riteniamo sia una buona pratica per superare ambiguità operative e garantire uniformità procedurale. In attesa di direttive nazionali a riguardo, la Regione Emilia-Romagna intende estendere questo modello su tutto il territorio con protocolli tra Ausl e prefetture”.

Dicendosi soddisfatta la consigliera ha concluso sottolineando che “dobbiamo continuare a mostrare vicinanza e solidarietà ai professionisti coinvolti”.

(Lucia Paci)

Governo locale e legalità