La giunta regionale si esprima sulla vicenda che ha coinvolto AMo, l’agenzia per la mobilità di Modena, nei cui conti sarebbe stato accertato un ammanco di oltre 400mila euro; inoltre, dica se e quali azioni intenda intraprendere, a tutela della Regione Emilia-Romagna e del patrimonio pubblico.
Lo chiede il consigliere di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò, con un’interrogazione a risposta immediata in aula, sottoscritta anche dalla collega Annalisa Arletti.
“Il presunto responsabile dell’ammanco – spiega Pulitanò – sarebbe un dipendente interno dell’ente, attualmente oggetto di denuncia da parte della stessa AMo, a seguito di anomalie contabili rilevate internamente nel mese di aprile 2025 e che sembrerebbero protrarsi da 4 anni. Il caso appare particolarmente grave anche perché l’Agenzia gestisce fondi pubblici destinati al servizio di trasporto e mobilità locale”.
“La vicenda solleva interrogativi sulle procedure interne di controllo – prosegue il consigliere -, nonché sulla tempestività e l’efficacia degli organi di revisione e di verifica contabile”. “Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Modena, AMo non era dotato di un modello organizzativo, né di procedure interne di controllo”, ricorda ancora Pulitanò ribadendo che “i ruoli apicali dell’Agenzia sono di nomina politica: nell’arco temporale di riferimento, i ruoli dirigenziali, di controllo e garanzia sono stati ricoperti dall’attuale segretario provinciale del Pd, da un attuale assessore a Carpi, dal revisore dei conti del Pd che svolge in AMo la stessa mansione”.
A rispondere in aula è stata la sottosegretaria Manuela Rontini. “Il sistema dei trasporti in Emilia-Romagna è definito dalla legge 30 del 1998, che prevede la gestione diretta della Regione per il servizio ferroviario e demanda agli enti locali la gestione del servizio su gomma, attraverso le agenzie per la mobilità di cui gli enti locali sono proprietari”. Una premessa “utile a inquadrare il tema”, spiega Rontini, rimarcando che “la Regione non svolge sulle agenzie per la mobilità forme di controllo dirette: le funzioni di indirizzo e controllo sull’attività delle agenzie spettano agli enti locali, comprese le nomine degli amministratori”.
“La Regione ripartisce le risorse proprie e del fondo nazionale trasporti alle agenzie che fungono da stazione appaltante per conto degli enti locali”, prosegue la sottosegretaria. In ogni caso, ha ribadito Rontini, “in relazione ai fatti accaduti, la giunta esprime sconcerto e si riserva di assumere ogni possibile iniziativa a tutela delle risorse pubbliche e del loro corretto impiego, valutando anche la possibilità di trattenere risorse, dai prossimi trasferimenti regionali, nella misura del danno subito”.
“Questa risposta mi delude – conclude Pulitanò -. Non è accettabile sentire che, tra le azioni che si intendono intraprendere, c’è il trattenimento di risorse, ossia trasferimenti che sono a beneficio di tutta la cittadinanza. La Regione avrebbe dovuto prendere una posizione chiara e netta nei confronti di chi aveva il dovere di controllare e non l’ha fatto, ma mi rendo conto che sia difficile, perché significherebbe mettere in discussione l’operato di persone in quota Pd. E, in questa situazione, nessuno di quelli che aveva un ruolo di controllo ha fatto un passo indietro”.
(Brigida Miranda)



