La Giunta, “in fase di aggiornamento del Catalogo dei processi amministrativi, riclassifichi tutti quei processi che prevedono la concessione di sovvenzioni, contributi, finanziamenti, sussidi, ausili, vantaggi economici a privati ed enti, classificandoli, almeno, come a rischio di corruzione ‘rilevante’, in modo che l’applicazione del Piano regionale anticorruzione sia effettiva”. A chiederlo, in una interrogazione alla Giunta, è Galeazzo Bignami (Fi).
La deliberazione di Giunta 2252/2015 ‘Criteri di rotazione del personale non dirigente nelle aree a rischio corruzione’, si legge nel testo, “prevede che il dipendente titolare di Posizione organizzativa responsabile di procedure classificate a rischio corruzione ‘livello critico’ non possa mantenere il medesimo incarico oltre i 6 anni, mentre i responsabili di aree a ‘livello rilevante’ deve ruotare ogni 9 anni. La valutazione e classificazione del livello di rischio di corruzione dei processi amministrativi regionali è contenuta nel Catalogo dei processi amministrativi, la cui attuale versione risale al 2014. L’aggiornamento è previsto entro il 31 luglio 2016”.
In Regione, specifica il consigliere, “frequentemente, durante il rinnovo degli incarichi di PO, si procede a modifiche dell’intestazione dell’incarico, senza che questo comporti modifiche dell’attività”. “Se si deciderà di applicare il Piano regionale dal 2016, annullando di fatto l’attività svolta in passato, risulterebbe evidente- conclude- la volontà di ritardare di 6-9 anni l’applicazione effettiva delle normative anticorruzione”.
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
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