Nessun aumento delle tasse e nessun taglio ai servizi, in particolare sanità e welfare, ma rilancio degli investimenti nei settori strategici per lo sviluppo della società regionale, grazie al cofinanziamento dei fondi strutturali europei, “al fine di agganciare la ripresa e confermare il trend di crescita in atto”. Ancora: “Taglio dei costi di funzionamento dell’Ente e della politica per destinare più fondi alla cultura, allo sport, contro il dissesto idrogeologico e per pagare il personale delle Province”. Sono i cardini del bilancio di previsione 2015 della Regione Emilia-Romagna, che ammonta a quasi 12 miliardi di euro (di cui 8 destinati alla sanità regionale), presentato da Emma Petitti, assessore al Bilancio, alla commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta daMassimiliano Pompignoli.
“I tagli diretti, da parte dello Stato, sul bilancio della Regione”, ha spiegato l’assessore, “ammontano a 61 milioni di euro, che sono stati compensati, per non apportare tagli ai servizi, mediante risparmi di 82 milioni di euro sulla spesa corrente: organizzazione dell’ente, costi della politica (suddivisi tra Assemblea legislativa e Giunta), sanità (parte burocratica), oneri finanziari (cessazione di mutui)”. Le spese per investimenti “arrivano a 90 milioni”.
Fra gli obiettivi strategici del bilancio illustrati in commissione, il cofinanziamento regionale dei fondi strutturali europei (Fse, Fesr, Feasr), che ammontano a 2,5 miliardi per la nuova programmazione comunitaria 2014-2020, necessario per renderli operativi. La Regione stanzierà circa 393 milioni in sette anni, vale a dire una media di oltre 56 milioni annui.
Di seguito, le misure più significative richiamate da Petitti. Per le politiche socio-sanitarie, a integrazione dei fondi statali (8 miliardi per la sanità), si prevedono 460 milioni, di cui 120 milioni destinati al Fondo per la non autosufficienza. Per lo sviluppo economico sono previsti 38 milioni in più rispetto al 2014, dei quali 7,5 per l’Expo. Nel settore del lavoro, si segnalano 41 milioni per interventi a sostegno delle fasce più deboli. A favore del personale delle Province vengono stanziati 28 milioni, cui si aggiungono oltre 31 milioni ordinariamente previsti per coprire le spese delle funzioni delegate dalla Regione alle Province sulla base della legge regionale di riordino in fase di ultimazione. All’agricoltura andranno 29 milioni in più del 2014 per cofinanziare i fondi Ue, mentre al turismo vengono confermati 28,3 milioni. Per le politiche ambientali e di difesa del suolo vengono confermati 24 milioni per la spesa corrente e si prevedono 42 milioni finalizzati a spese d’investimento atte ad affrontare le criticità del dissesto idrogeologico e a potenziare i servizi di protezione civile. Nessun taglio colpisce il trasporto pubblico locale: ai 363 milioni dello Stato (quota parte fondo 2015) si aggiungono 36 milioni di risorse proprie. Le spese d’investimento destinate a trasporti e infrastrutture ammontano a 40 milioni. Alla cultura vengono destinati 28 milioni, 10 in più dell’anno precedente, e per lo sport vengono stanziati 1,2 milioni.
Il consigliere Andrea Bertani (M5s) in apertura di dibattito ha chiesto come la Regione sia riuscita a portare “da oltre 500 milioni ad appena 61 milioni i tagli diretti da parte dello Stato” e se “sia già stato individuato il capitolo di spesa in cui far confluire i risparmi ottenuti dai tagli ai costi della politica decisi dall’Assemblea legislativa”.
Alla prima domanda ha risposto l’assessore, ricordando “che, grazie a un lungo confronto con il Governo, soprattutto in sede di Commissione Stato Regioni e Unificata, sono stati rivisti i criteri di ripartizione dei fondi statali”. Al secondo quesito, un dirigente dell’assessorato ha risposto assicurando che la destinazione dei risparmi sarà individuata con precisione appena ne verrà quantificato l’esatto ammontare.
Gianni Bessi, Paolo Zoffoli, Gian Luigi Molinari, Roberto Poli e Luciana Serri, consiglieri Pd, hanno espresso soddisfazione per l’impianto del bilancio, “che evidenzia scelte di indirizzo politico ben allineate al programma di mandato. All’invarianza della pressione fiscale, infatti, e alla conferma degli stanziamenti per i servizi alla persona si affiancano investimenti per lo sviluppo e per la difesa del territorio che vanno nella direzione di gettare le basi per un nuovo futuro della società regionale”. Ora “sarà importante focalizzare l’attenzione su tre direttrici: un’ulteriore riduzione di spesa nell’organizzazione interna della Regione, in particolare per quanto riguarda il settore amministrativo del sistema sanitario; una migliore e più efficiente articolazione dell’erogazione dei fondi, in risposta al mutare di bisogni ed esigenze della società regionale; sui criteri, da definire insieme ad Anci e Upi entro il 30 aprile prossimo, di ripartizione dei fondi ai Comuni provenienti dal Patto di stabilità regionale, oltre 70 milioni, da destinare agli investimenti locali”.
Stefano Bargi (Ln), richiamando la natura politica del bilancio di previsione, ha insistito “sulla necessità di una ulteriore razionalizzazione delle spese e di superamento della logica dei finanziamenti a pioggia che ha caratterizzato le politiche in troppi settori”.
Igor Taruffi (Sel), infine, ha espresso “soddisfazione per i fondi destinati a cultura, turismo e sport”, annunciando l’impegno del proprio Gruppo “a rivedere i fondi previsti per alcune importanti opere infrastrutturali, che oggi appaiono di dubbia utilità”.
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