Tagliate 19 leggi regionali per semplificare la pubblica amministrazione. Recepita la più avanzata direttiva europea di parità e di contrasto alla violenza contro le donne, tra cui la norma che definisce le mutilazioni genitali come una forma di violenza.
L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato il Refit, la legge regionale di semplificazione e recepimento di quanto stabilito dalla legge comunitaria.
“Una società con regole chiare e al passo con i tempi è una società più coesa, più sicura. Per questo occorre tenere sempre aggiornata la nostra legislazione e anche quest’anno il Refit porterà a una semplificazione legislativa che nello specifico interessa 19 leggi regionali. Le rendiamo più chiare e più semplici per una pubblica amministrazione sempre più vicina alla vita quotidiana delle persone”, spiega la relatrice del Refit Simona Lembi (Pd) che sottolinea soprattutto l’importanza del recepimento nella legislazione regionale dell’Emilia-Romagna dei più rilevanti principi Ue in materia di uguaglianza, in particolare nel mercato del lavoro e di contrasto alla violenza contro le donne.
Per il relatore di minoranza Nicola Marcello (FdI), invece, il Refit “recepisce delle normative europee per migliorare la legislazione regionale, una volta tanto ringraziamo l’Unione europea che ci invita a un’opera di sburocratizzazione: la Regione Emilia-Romagna ha da tempo intrapreso una via di sburocratizzazione, ma in questa Regione non esiste ancora un modo stabile per applicare il Refit, tutto dipende dalle decisioni della giunta, il Refit regionale ha bisogno di un salto di qualità”.
Marta Evangelisti (FdI) sottolinea: “L’obiettivo del Refit sarebbe quello di migliorare la normativa esistente per renderla più semplice nell’interesse degli emiliano-romagnoli, con una burocrazia più snella. Ma questa legislazione in realtà esiste da anni e continua a persistere. Le modifiche spaziano dalla sanità, al trasporto pubblico alle autorizzazioni ambientali e di fatto manca un filo conduttore per rappresentare un quadro economico chiaro. Abbiamo un testo di oltre 25 articoli non accompagnato da una simulazione finanziaria non permettendo di avere un resoconto per l’anno successivo. In questo ‘contenitore’ è stato inserito un po’ di tutto e troviamo svilito il ruolo del Consiglio. Presenterò un ordine del giorno per semplificare la gestione dei castagneti”.
Elena Ugolini (Rete Civica) aggiunge: “A rallentare lo sviluppo sono proprio gli adempimenti burocratici. La semplificazione non è solo avere leggi agili ma anche razionalizzare il numero di enti per arrivare a un obiettivo da parte di famiglie e imprese. Se veramente prendessimo sul serio questa ipotesi di lavoro per riuscire a realizzare ciò che è previsto nel ‘patto per la semplificazione’ potremmo riuscire a fare ciò che tutti sperano e nessuno è riuscito a mettere in pratica. Per questo percorso non servono risorse ulteriori ma anzi ci può portare a risparmiarle, deve essere un obiettivo da perseguire a tutti i livelli”.
Valentina Castaldini (Forza Italia) rimarca come “i tagli a nidi e scuole paritarie non siano giustificabili” e che “con la proroga sul piano energetico regionale rischiamo di non avere una strategia per il futuro. Si parla da anni di efficientamento dei palazzi regionali ma ancora non è stato fatto. Sui fondi per i danni causati dalle alluvioni la grande assente è Bologna relativamente e i danni causati dal Ravone. E poi c’è la questione Tper: è ora di cominciare un dibattito franco per evitare di aumentare i biglietti o diminuire i servizi”.
“Trovo corretta e di buon senso la decisione della relatrice Lembi di inserire nel Refit norme che allargano i temi dei diritti e dell’uguaglianza: allarghiamo lo spazio dei diritti e questa è una scelta che va sempre nella giusta direzione”, spiega Calvano che ricorda come “il Refit si inserisce all’interno delle attività di semplificazione della Regione”, spiega Paolo Calvano (Pd) che è intervenuto anche sull’oggetto presentato da Evangelisti in merito ai castagneti: “L’ordine del giorno è di nostro interesse ma molto tecnico e servono approfondimenti che in Aula non è possibile fare. Sarebbe opportuno spostare la discussione in commissione per trattarla con tutti gli elementi del caso che potrebbero portare a un’interlocuzione positiva”.
Per Marco Mastacchi (Rete civica) serve maggiore impegno nelle politiche di tutela del territorio e un intervento a sostegno dei castagneti.
(Lucia Paci e Luca Molinari)



