Sanità, cura del territorio, welfare, trasporti, politiche per la casa e gli affitti, cultura. Riduzione del terzo scaglione Irpef: -0,15% per i redditi nella forbice 28mila-50mila euro. Al via in Assemblea legislativa il dibattito sul pacchetto Bilancio 2026, composto dal Bilancio propriamente detto e dalla Nota di adeguamento del Defr, Documento di economia e finanza. Il dibattito in Assemblea è arrivato dopo che il pacchetto Bilancio è stato presentato e discusso nelle commissioni assembleari, in particolare quella Bilancio, presieduta da Annalisa Arletti, che ha anche ascoltato i rappresentanti di parti sociali, sistema delle autonomie e mondo dell’associazionismo e del volontariato. Audizione da cui è emerso un parere sostanzialmente favorevole alla manovra proposta dalla giunta: i sindacati hanno promosso l’impegno per sanità, welfare e trasporto pubblico mentre le associazioni di impresa hanno confermato la richiesta di meno burocrazia. Unanime il giudizio favorevole alla riduzione delle tasse regionali sui redditi medio-bassi e gli investimenti come volano per il rilancio dell’economia. Nel corso dei dibattiti nelle varie commissioni assembleari la manovra 2026 ha raccolto il parere favorevole dei consiglieri regionali di maggioranza (Pd, Avs, Civici, M5s) e contrario di quelli di minoranza (FdI, Forza Italia, Rete civica, Lega).
La parola ai relatori
Defr e Bilancio sono stati presentati in Assemblea dai rispettivi relatori di maggioranza e di minoranza.
Per il relatore di maggioranza sul Defr Daniele Valbonesi (Pd) “viviamo in un contesto sicuramente complesso nel quale, però, comunque l’Emilia-Romagna mantiene quella solidità economica finanziaria che la caratterizzano da anni: un aspetto molto importante riguarda gli investimenti: c’è un aumento degli investimenti promossi dalla Regione Emilia-Romagna che così, insieme agli entri del territorio, si fa carico della fine dell’effetto del Pnrr sull’economia”. Valbonesi ha sottolineato l’importanza dell’impegno per la scuola, la tutela del territorio e la promozione della montagna oltre che le risorse per il riordino territorio. “Sono importanti anche risorse e progetti per il commercio e il turismo”, insiste Valbonesi, che ricorda anche l’impegno per la promozione della manifestazioni storiche.
Per il relatore di minoranza Alberto Ferrero (FdI), invece, “questo Defr è conservativo, troppo simile a quelli precedenti. E a conferma di ciò cito due casi: da un lato, vedo che i fondi per il contrasto al dissesto idrogeologico sono effettivamente aumentati, ma questo avviene perché quelli degli anni scorsi erano insufficienti. Agli annunci non sono seguiti i fatti e molte criticità sono dovute a una gestione lassista del territorio. Dall’altro lato, persiste una carenza di quelle infrastrutture di cui la nostra regione avrebbe invece bisogno. Se c’è una maggiore capacità di spesa è grazie al governo nazionale che dà la possibilità alla Regione di aumentare la capacità di investimento. Riguardo alla sanità, davanti al buco di bilancio pregresso ci saremmo aspettati un presa d’atto ma gli interventi sono deboli e in continuità col passato. E poi, continua a mancare un piano credibile di pronto soccorso nelle zone periferiche oltre alla definizione di un patto con i medici di base”. Ferrero ha sottolineato la solidità dei conti pubblici nazionali, frutto delle politiche del governo, e come la finanziaria statale abbia aumentato le risorse per la sanità pubblica. Il consigliere, infine, ha invitato a risolvere i problemi di cura del territorio, a investire di più sulla Romagna e a sostenere maggiormente le esportazioni e l’internazionalizzazione delle imprese.
Venendo al Bilancio, il relatore di maggioranza Fabrizio Castellari (Pd) ha sottolineato come “il Bilancio della Regione va in controtendenza rispetto alla manovra del governo nazionale: Meloni aveva promesso più sviluppo e meno tasse e invece ha prodotto meno sviluppo e più tasse. La manovra del governo è ingiusta, non contrasta l’evasione fiscale e taglia i fondi, non si occupa del tema povertà. La Regione, invece, resta coerente con la propria scelta di essere al fianco di chi fa più fatica. Per Castellari “questa è una manovra con i conti in ordine, solida, con grande attenzione alla sanità e al sociale, con grande impegno per le famiglie, come dimostrato dalle risorse stanziate per il sostegno alla non autosufficienza, alle borse di studio e ai servizi educativi. Molto importante l’impegno per gli investimenti pubblici in cui, insieme a risorse regionali, ci sono quei fondi europei che la Regione riesce a intercettare e al sistema produttivo delle imprese e del lavoro. Questo – conclude – è il primo bilancio che non risente di quello che è stato il pregresso, non mette in campo nuovi strumenti tributari, ma prova a sostenere il sociale, in un contesto dove la povertà aumenta e i settori produttivi al fine di accompagnare crescita e sviluppo del territorio”.
Opposta, invece, la posizione del relatore di minoranza Luca Pestelli (FdI) per il quale “il Bilancio 2026 è figlio della manovra lacrime e sangue dell’anno scorso e non è idoneo a sostenere la crescita del nostro territorio, in primo luogo per aiutare le zone alluvionate a uscire definitivamente dalla crisi in cui versano. Bisogna affrontare il tema della sanità perché a fronte dell’aumento di risorse da parte del governo, dalla Regione ci saremmo aspettati un passaggio politico verso un sistema sanitario più integrato, ma questo ancora manca e lo stesso ragionamento si può estendere al tema della non autosufficienza. Ci aspettiamo risposte anche sulla razionalizzazione della spesa, intesa come rendicontazione puntuale e trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. Non si possono non citare le Ausl, dove vengono premiati i dirigenti a fronte di deficit strutturali. Non condivido la declinazione pratica su cui si fonda questa manovra”.
Il Bilancio
Si tratta di una manovra da 14,3 miliardi di euro (10,5 per la sanità) che prevede, fra le altre misure, l’incremento di 25 milioni di euro del Fondo per la non autosufficienza (un aumento di 110 milioni se si prende il 2024 come anno di riferimento), il raddoppio dei fondi per il contrasto al dissesto idrogeologico e la conferma di tutte le misure di rafforzamento dei servizi educativi e per le politiche culturali, lo sport, il turismo e l’agricoltura. Al capitolo investimenti vanno segnalati oltre 500 milioni di euro ai quali se ne aggiungono altri 156 milioni disponibili grazie all’accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni, che consente alle Regioni di utilizzare parte delle risorse tagliate nell’anno precedente per nuovi investimenti.
Grande attenzione anche alla cura del territorio, soprattutto alla luce delle alluvioni degli ultimi anni: diventa strutturale (+25 milioni di euro ogni anno), infatti, il raddoppio delle risorse per il contrasto al dissesto idrogeologico e la manutenzione dei corsi d’acqua, dei versanti e della costa ed è inoltre prevista l’istituzione di un Fondo di 10 milioni di euro per consentire, già a partire dal 2026, la progettazione delle opere del “Programma straordinario di interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico”. Impegni anche sul versante del trasporto pubblico locale, con un contributo regionale aggiuntivo rispetto alle risorse statali pari a 10 milioni nel 2026, più la conferma del servizio di abbonamento gratuito per il trasporto pubblico per gli studenti di scuole elementari, medie e superiori (‘Salta Su’). Previste risorse per i piccoli aeroporti e le ferrovie regionali. Sul fronte delle politiche abitative sono stati stanziati 10 milioni di euro annui per il fondo affitto per ciascuno dei prossimi tre anni, mentre sono previsti 30 milioni nel triennio per implementare ed efficientare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, più ulteriori 30 milioni di euro dalla riprogrammazione del Fesr 2021-2027 per mobilitare investimenti per circa 300 milioni di euro. Confermato anche l’impegno a sostegno delle Pro Loco, delle manifestazioni di rievocazione storica e, con 5 milioni di euro, per la riconferma sul territorio regionale del GP di Formula Uno presso l’autodromo di Imola. Previsti anche 24 milioni per il fondo montagna e, all’interno dei finanziamenti della cultura, 500.000 euro per le celebrazioni in occasione dei 1500 anni dalla nascita di Teodorico.
Il Bilancio 2026 si inserisce in un contesto economico nazionale rappresentato dalla Nota di aggiornamento al Defr, il Documento economico e finanziario regionale che descrive l’Emilia-Romagna come un territorio che si conferma fra i più ricchi d’Italia, con un reddito pro-capite secondo solo alla Regione Lombardia (che però ha più del doppio degli abitanti dell’Emilia-Romagna) e alla Provincia autonoma di Bolzano, anche se sulle tasche dei cittadini pesa un’inflazione che cresce più dei redditi. Il tasso di occupazione regionale è più alto rispetto alla media nazionale soprattutto grazie alla nuova occupazione femminile, anche se preoccupa l’aumento delle ore di cassa integrazione nell’industria – in calo invece in agricoltura e nel settore delle costruzioni-, una leggera contrazione del numero delle imprese e il calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti, destinazione dell’export su cui pesano sicuramente i nuovi dazi decisi dall’amministrazione Trump. In crescita, invece, i settori del turismo (con picchi del +17% di presenze nel mese di maggio rispetto allo stesso periodo del 2023) e l’attività del porto di Ravenna, che ha fatto segnare un aumento del 6% delle tonnellate gestite dallo scalo ravennate rispetto al 2023. Anche il Pil regionale si conferma sensibilmente più alto della media nazionale.
Il Defr
I redditi. Numeri alla mano, infatti, nel 2024, il reddito medio in Emilia-Romagna è di circa 27.080 euro, in crescita del +4,6% rispetto ai 25.880 euro del 2023 e più alto del 9,4% rispetto a quello dichiarato in media in Italia (24.830 euro). In Emilia-Romagna, inoltre, risultano occupate circa 2 milioni e 67 mila persone, dato superiore dell’1,6% rispetto a quello del secondo trimestre del 2024. All’andamento positivo ha contribuito in misura maggiore la componente femminile: l’occupazione delle donne ha registrato una crescita tendenziale di 23mila unità (+2,5%), mentre quella degli uomini di circa 11mila unità (+0,9%).
Ore di cassa integrazione. L’altra faccia del mercato del lavoro del 2025 è l’aumento delle ore di cassa integrazione: tra gennaio e giugno 2025, in Emilia-Romagna sono state autorizzate complessivamente poco meno di 33,8 milioni di ore di cassa integrazione guadagni, 20,9 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria e 12,9 milioni di ore di interventi straordinari. Si tratta di un monte ore superiore a quello rilevato nello stesso periodo dello scorso anno, quando erano state autorizzate 28 milioni di ore, e anche più alto della fase pre-pandemica. Nel 2019, infatti, erano state registrate circa 9,6 milioni di ore di cassa integrazione guadagni nei primi sei mesi e 19,4 milioni di ore nell’intero anno. L’industria continua a essere di gran lunga il settore con il maggior numero di ore complessive autorizzate (32,4 milioni), seguita, a molta distanza, dalle costruzioni (819mila ore) e dal terziario (245mila ore nel commercio e 355mila ore negli altri servizi). Estremamente più esiguo l’ammontare delle ore autorizzate nel settore dell’agricoltura, pari a meno di 6mila. Rispetto al primo semestre del 2024, l’agricoltura evidenzia il calo più consistente delle ore di cig autorizzate, pari al 71,6%. Anche nelle costruzioni si registra una diminuzione, seppure più contenuta, pari al 12,4%. L’incremento maggiore è quello che interessa il commercio, con le ore di cassa integrazione guadagni più che quintuplicate, passate da 46mila a 245mila. Nell’industria le ore di cassa integrazione guadagni aumentano del 21,1% e nel settore degli altri servizi del 13,7%.
Imprese e turismo. Sulla base dell’analisi trimestrale elaborata da Unioncamere Emilia-Romagna, alla fine del secondo trimestre del 2025 le imprese attive in regione risultano 387.463, in calo di quasi 3mila unità (-0,8%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, proseguendo la tendenza alla diminuzione della base imprenditoriale regionale. I primi mesi del 2025 hanno segnato una fase di crescita del turismo regionale: gennaio + 7,1% di turisti rispetto al 2024, febbraio + 3,5%, aprile +9,8%, maggio 17,3%, giugno +4,7%.
Export verso gli Usa. Nei primi sei mesi del 2025 le esportazioni dell’Emilia-Romagna ammontano a 5,1 miliardi di euro, in diminuzione del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La flessione dell’export regionale nel primo semestre è in linea con quella del Nord-est (-2,2%), ma in controtendenza rispetto all’Italia, che segna un +7,8% verso gli Stati Uniti. Fra i settori con un peso rilevante, risultano in crescita, rispetto al primo semestre 2024, le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+14%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,8%) nonché computer, apparecchi elettronici e ottici (+15,8%). Sono in lieve aumento sia l’aggregato di prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori, sia quello di articoli in gomma e materie plastiche (entrambi +0,2%). All’interno del primo aggregato, però, la crescita relativa ai prodotti tessili (+15,8%) è assorbita dai cali di abbigliamento (-4,3%) e pelle (-1,2%), comparti con maggiore incidenza sull’export verso gli Stati Uniti. Hanno invece registrato una contrazione le vendite di macchinari e apparecchi di nicchia (-13,7%), mezzi di trasporto (-7,2%), apparecchi elettrici (-2,1%), sostanze e prodotti chimici (-34,6%) e metallo (-11,5%). Queste riduzioni interessano le componenti più rilevanti dell’export e determinano il risultato negativo complessivo.
Il porto di Ravenna e il sistema aeroportuale regionale. Nei primi otto mesi del 2025, la movimentazione complessiva nel Porto di Ravenna è stata pari a 17.911.669 tonnellate, oltre un milione di tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2024, pari ad un aumento del 6%. Gli sbarchi sono stati pari a 15.692.541 tonnellate e gli imbarchi pari a 2.219.128 tonnellate, rispettivamente, +7,3% e -2,4% in confronto ai primi otto mesi dell’anno precedente. Medaglia d’oro è stato il mese di agosto 2025 con una movimentazione totale di 2.224.470 tonnellate, ben 218mila tonnellate in più rispetto allo stesso mese del 2024 (+10,9%). Per quanto riguarda il trasporto aereo, dopo un 2024 in cui per la prima volta sono stati superati i 10 milioni di passeggeri, l’avvio del 2025 è stato caratterizzato da volumi ancora in aumento.
(Lucia Paci e Luca Molinari)



