Meno leggi ma più mirate (solo un terzo di quelle approvate dal 1971 sono tuttora vigenti), forte spinta alla semplificazione e un occhio attento al futuro energetico e tecnologico (-6% di consumi rispetto alle indicazioni europee). In crescita l’attività di controllo e di indirizzo dei consiglieri regionali.
Per i consiglieri dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna il 2025 è stato un anno di costante impegno. Numeri alla mano, infatti, si vede come sia cresciuta l’attività ispettiva e di indirizzo dell’attività della Regione. La conferma del dinamismo dell’Assemblea arriva dal XXIV Rapporto sulla legislazione, curato dal Settore affari legislativi dell’Assemblea.
“Nel primo anno di legislazione l’Assemblea ha proseguito il lavoro di semplificazione avviato da chi ci ha preceduto” commenta il presidente dell’Assemblea Maurizio Fabbri. “In questo modo si pongono le basi per nuove e più aggiornate normative, che sta vedendo impegnati i consiglieri nei primi mesi del 2026. Ma soprattutto avvieremo quel percorso di profondo rinnovamento dello Statuto regionale e del Regolamento dell’Assemblea legislativa che sta muovendo i primi passi e che sarà determinante per avere un ente sempre efficiente e al passo con i tempi”.
Le leggi approvate
Nel 2025 l’Assemblea legislativa ha approvato 13 leggi regionali con un tempo medio di 39 giorni per ciascuna legge. Un calo numerico, che riflette il trend delle ultime legislature ovvero la scelta strategica di puntare sulla qualità dei testi e sul processo della delegificazione. Al 31 dicembre 2025 le leggi regionali vigenti scendono a 561, appena il 29% di quelle approvate dal 1971 a oggi, a dimostrazione di una continua opera di riordino.
Atti dei consiglieri
In forte crescita rispetto agli anni passati l’attività di controllo e di indirizzo svolta dai consiglieri. Nel 2025, infatti, il numero degli atti presentati è notevolmente cresciuto rispetto agli anni precedenti: 456 atti di indirizzo, tra risoluzioni e ordini del giorno, ovvero il 61% in più rispetto al 2023 quando se ne contavano 283 (in questo caso non è opportuno fare paragoni con il 2024 perché anno elettorale). Anche con riferimento all’attività ispettiva, nel 2025 si è registrato un nuovo aumento, dal momento che sono state presentate 1.171 interrogazioni e 80 interpellanze; ovvero +71% di interrogazioni rispetto al 2024 quando ne erano state presentate 682, e +185% interpellanze rispetto allo stesso anno quando ne erano state presentante 28 (in questo caso invece il confronto con il 2024 è possibile perché questo tipo di attività non è influenzata dall’anno elettorale). Rispetto al 2023, invece, le interrogazioni sono state 1.184 (stabili, si contano solo 13 atti in meno) e le interpellanze 62 (+28%). Dopo il picco di attività ispettiva nel periodo della pandemia.
In relazione alle prerogative dei consiglieri regionali, dopo che dal 1° gennaio al 12 dicembre 2024, giorno di chiusura dell’XI legislatura, erano state avanzate 497 richieste di accesso agli atti, dato in calo rispetto agli anni precedenti, il 2025 ha fatto segnare un nuovo aumento di questa attività, con 751 richieste di accesso.
Altri spunti di riflessione
Il Rapporto contiene un approfondimento in ottica valutativa sulle “Cooperative di comunità”, nate per contrastare lo spopolamento delle aree interne e montane. Nel 2025 ne risultano iscritte 30 nell’elenco regionale, concentrate soprattutto nelle province di Reggio Emilia (30%) e Parma (27%), attive principalmente nei settori del commercio, della cultura e del turismo sostenibile.
L’analisi mette in luce, infine, anche come l’Emilia-Romagna sia virtuosa sul fronte del risparmio energetico, avendo già ridotto i consumi finali del 6% rispetto alle indicazioni previste nel documento europeo “Scenario EU Reference 2020”, e le grandi opportunità dell’Intelligenza artificiale, con il Tecnopolo di Bologna e il supercomputer Leonardo pronti a supportare l’adozione dell’AI nel contrasto al cambiamento climatico.
(Lucia Paci)



