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REGIONE. “OBIETTIVO SEMPLIFICAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE”, SOTTOSEGRETARIO ROSSI IN COMMISSIONE SU CONVENZIONE CON ATENEO BOLOGNA. FI-FDI: “PERICOLO RIDUZIONE RUOLO ASSEMBLEA LEGISLATIVA”

REGIONE. “OBIETTIVO SEMPLIFICAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE”, SOTTOSEGRETARIO ROSSI IN COMMISSIONE SU CONVENZIONE CON ATENEO BOLOGNA. FI-FDI: “PERICOLO RIDUZIONE RUOLO ASSEMBLEA LEGISLATIVA”

“I temi della semplificazione e razionalizzazione della macchina regionale sono fra le priorità del programma di mandato del presidente Bonaccini, se si vuole corrispondere alle nuove funzioni e compiti che la Regione è chiamata a svolgere nell’ambito del processo di riordino istituzionale in corso. Viene da qui l’interesse alla collaborazione istituzionale, a titolo gratuito, con l’Università di Bologna, e in particolare il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, finalizzata a definire il disegno di una nuova governance, orientata a razionalizzare le strutture e a semplificare i procedimenti attuati dall’istituzione regionale”. Il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Andrea Rossi, svolge una informativa in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli, in seguito alla richiesta avanzata da Galeazzo Bignami (Fi), che aveva manifestato l’interesse e l’esigenza di ascoltare il professor Salvatore Vassallo, referente per l’Università di questa convenzione. Il consigliere ha espresso “rammarico per l’assenza di Vassallo”, ringraziando Rossi “per la disponibilità, cruciale nel momento in cui si sta svolgendo un processo di riordino istituzionale con rischi- sostiene Bignami- di sovrapposizione e contraddizione rispetto alle positive finalità del rapporto instaurato con l’Alma mater”.

Rossi ha ricordato che il 27 aprile è stata sottoscritta una convenzione fra Università e Regione, “e che è ancora in corso la trasmissione di documenti, perciò è apparsa prematura la convocazione del professor Vassallo”. L’Università svolgerà “una analisi finalizzata a tracciare un percorso per determinare un progetto complessivo di riordino del modello organizzativo che regge l’apparato regionale, quello fondato da circa 15 anni sulle 10 Direzioni generali. Nel frattempo- ha proseguito il sottosegretario- la Regione affronta un complesso processo di riordino istituzionale, derivante dall’attuazione di importanti riforme, anche di rango costituzionale, e procede alla razionalizzazione delle società partecipate, degli enti e delle agenzie regionali, nonché alla semplificazione dei procedimenti, per ridurre gli oneri di cittadini e imprese”. Di qui l’utilità di “analisi empiriche e comparative” (Rossi ha citato Regioni simili come Toscana e Veneto). La Regione “si è impegnata a fornire tutte le informazioni, i dati e le analisi in suo possesso utili allo svolgimento delle attività di ricerca, fatti salvi quelli coperti da vincoli di riservatezza fissati per legge o da regolamenti interni”.

Per Bignami (Fi), “il timing della collaborazione, che dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre 2016, impone la previsione di tappe intermedie e di confronti in sede di commissione assembleare. La scelta della Giunta di puntare sulle Agenzie e sulla direzione tecnico-amministrativa di questi soggetti, che hanno un rapporto fiduciario con l’esecutivo, pone un problema di sensibile riduzione del ruolo dell’Assemblea legislativa: occorre valutare- ha concluso- se e come intervenire su Statuto e Regolamento, per garantire incisivi poteri di indirizzo e controllo dell’Assemblea”.

Anche Tommaso Foti (Fdi) ha definito positiva la finalità della convenzione Regione-Università, ma il suo contenuto gli appare “stridere con la tempistica delle decisioni, alcune e molto rilevanti da assumere già a fine luglio, con la legge regionale di riordino, che rimanda ad almeno 18 rinvii a leggi regionali che andranno riformate. Le conclusioni a cui arriverà l’Università potrebbero contraddire le scelte che si stanno prendendo. Sarebbe stato preferibile un semplice adeguamento alle previsioni della legge 56/2014 (la cosiddetta ‘Delrio’), attendendo i suggerimenti a conclusione del lavoro di analisi e ricerca”.

Interesse per le potenzialità della convenzione con l’Università è stato manifestato anche da Andrea Bertani (M5s), che ha tuttavia voluto evidenziare quella che ritiene “una incongruenza rispetto all’estrema rapidità con cui si sta procedendo alla legge di riordino istituzionale”. Ha poi chiesto se per i costi da sostenere, “l’Università potrà attingere a fondi regionali di altra natura”.

“È escluso, a carico del bilancio regionale, qualsiasi contributo finanziario per lo svolgimento delle azioni previste in convenzione”, ha ribadito Rossi, ammettendo vi sia “una forte correlazione fra alcuni dei contenuti della convenzione e i processi in atto per il riordino istituzionale. La Giunta ha valutato preferibile avviare processi di innovazione senza restare paralizzati in attesa dei risultati del lavoro di analisi e studio che sarà compiuto dall’Università, che anzi potrà analizzare la questione della nuova governance della macrostruttura regionale proprio alla luce dei contenuti della nuova legge di riordino”. In ragione delle competenze professionali che verranno messe in campo, la collaborazione potrà permettere “di raggiungere importanti obiettivi di efficienza, semplificazione e aumento dell’efficacia della amministrazione regionale”. Quanto alla tempistica e alle tappe intermedie, il sottosegretario si è limitato a indicarne una: “Il 31 dicembre 2015 vanno a scadenza i contratti dei 10 Direttori generali; fra settembre e ottobre, la Giunta avanzerà una sua proposta di riorganizzazione”. Infine, sull’eventuale revisione dello Statuto, “non pare alla Giunta che i provvedimenti in vista ne configurino la necessità, ma dovrà essere l’Assemblea a valutarlo”.

(rg)

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